Il campione della borghesia italiana, quello che per il centrosinistra doveva fare argine alla “impresentabilità” della destra “suggerisce” a Giorgia Meloni i nomi dei ministri; a dircelo non è Marco Travaglio ma il quotidiano La Repubblica che da mesi ci dice che Draghi è l’alternativa a Meloni (Mah!).

Come volevasi dimostrare: i suggerimenti a Giorgia Meloni…
Appare sempre più evidente, quindi, che quanto ci è stato propinato sulla responsabilità di Giuseppe Conte nella caduta del Governo Draghi sia una bufala colossale.
Quello che almeno apparentemente non si capisce è il motivo che abbia portato Enrico Letta a devastare il campo alternativo alla destra attribuendo a Conte la caduta del Governo e soprattutto il riconoscimento della “agenda Draghi” quale stella polare di uno schieramento a trazione liberale (Calenda) che è più alternativo alla sinistra che alla destra.
Di più il quotidiano LibDem per eccellenza oggi ci dice che Draghi sta già trattando, nei fatti, con Giorgia Meloni che, almeno formalmente, era alla opposizione del Governo Draghi stesso e che a questo punto pare avesse come vero obiettivo di fondo la distruzione dello schieramento alternativo rappresentato dal Governo Conte2 che doveva sembrare una specie di incubo per “lorsignori”; insomma pare che nel sommario della famosa agenda ci sua la liquidazione della sinistra.

E siccome il “Pericolo Fascista” è stato in questi giorni più volte evocato, più o meno a sproposito, ricordo che il “”sovversivismo delle Classi Dirigenti” è stato da un secolo descritto in Italia come caratteristica della borghesia italiana in fase prefascista (Gramsci) e mi sembra sia all’opera alla grande.
Quello che ci comincia ad essere descritto è quanto già intuibile (e per quanto mi riguarda già detto) è, infatti, il transito della borghesia sul carro del vincitore anzi vincitrice.
La inettitudine politica (come minimo) di Letta a questo punto è così evidente che non occorrerebbe aggiungere altro; va solo segnalato come il dibattito sull’azzeramento dell’asse portante della costruzione di una alternativa alla destra italiana basata sull’asse PD M5S è stato azzerato in pochi minuti in nome e per conto di chi oggi già tratta con l’avversario.
Vedo molta rassegnazione in giro e ribadisco che nessun senso di responsabilità mi può portare a sostenere una coalizione di centrosinistra che ha come stella polare la agenda di un banchiere che sta suggerendo i nomi dei ministri a Giorgia Meloni.
PS nulla di personale contro Giorgia Meloni che dimostra di essere un quadro politico che sta portando la propria tradizione politica ben presente nella fiamma tricolore nel suo simbolo a vincere contro chi da anni cerca di nascondere le proprie radici vergognandosene e, proprio per questo, rifiutata dalle masse popolari ma al servizio delle élite con cuore (e portafogli) a destra.
Da Danny Sivo
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