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mercoledì 14 Aprile 2021
In EvidenzaLe dimissioni di Zingaretti, il nuovo Vaffaday

Le dimissioni di Zingaretti, il nuovo Vaffaday

Con le dimissioni di Zingaretti finisce l’era della vocazione alla responsabilità del PD come unico manifesto e ne inizia un’altra. Ma quale?

Le dimissioni di Zingaretti e l’eterogenesi dei fini

A volte le conseguenze delle nostre azioni intenzionali cadono fuori dalla nostra stessa intenzione. È una cosa abbastanza comune e di norma le conseguenze generali  di una azione possono essere diverse dai fini del soggetto che compie intenzionalmente quella stessa azione.

In definitiva le conseguenze delle nostre azioni sono più grandi e imprevedibili di quanto noi possiamo pensare nel momento stesso in cui agiamo. In filosofia questo è chiamato Eterogenesi dei fini ed è quello che potremmo applicare, come fosse una velina trasparente, controluce, all’affaire delle dimissioni di Zingaretti.

Ora, che il buon Nicola abbia rovesciato il tavolo per essere pregato di tornarci di nuovo, ma alle sue condizioni, è ipotesi più che plausibile.

Una sorta di estremo rilancio per ottenere una nuova legittimazione già alla prossima assemblea del 13 marzo e poter dire: volete che resti? Va bene ma da ora si fa così, resto però alle mie condizioni, e addio dibattito. Al momento pressoché tutti i capicorrente che finora lo hanno sostenuto sembrano pronti a questo scenario.

L’intervisto di Graziano Del Rio, capogruppo del Pd alla Camera, a Radio Immagina, lo conferma:

Ci sono state tante discussioni, nel passato, tante scissioni, questa volta hanno pesato le tante indiscrezioni finite sui giornali, la discussione interna al Pd fa bene, non mi pare che nessuno abbia messo in discussione che debba avvenire con Nicola alla guida.

Non ha senso logorare il segretario, collaborare sempre, anche quando la segreteria non è quella che ci aspettiamo, Cuperlo, ad esempio, non ha mai fatto scissioni, ha sempre discusso. Spero che la sua amarezza rientri, le sue parole non vanno sottovalutate, ma lui è il primo a capire che il momento è grave per il paese, l’agenda Draghi è importante per il Pd.

Le dimissioni di Zingaretti, un nuovo Vaffaday
Graziano Del Rio

Ma i temi posti sul tavolo dalle minoranze rumorose restano tutti: quale futuro per un partito che in questa nuova fase del paese, sotto l’ala del governissimo Draghi, non può più contare su parole fredde e di facciata per presentarsi all’elettorato, come la vocazione europeista e la responsabilità  per riproporsi come forza di governo alle prossime elezioni; qual è l’idea di Paese che ha il PD per i prossimi anni e a quali alleanze guardare oltre l’abbraccio con il nuovo M5s  guidato da Conte, visto che la somma, stando a tutti i sondaggi, è sempre sotto il 40 per cento?

E in tutto questo le modalità delle dimissioni di Zingaretti, almeno simbolicamente avranno un peso. Dire in sostanza che il tuo partito ti fa schifo, non è esattamente una mossa comunicativa brillante, specialmente in un paese che vede la sinistra come la cryptonite e il PD la causa di tutti i mali, ripetendolo come un mantra ipnotico, dovuto all’ipnosi berlusconiana degli ultimi 25 anni.

Nasce intergruppo Pd-Leu-M5S tra qualche malumore

Comunque vada a finire è il segno di una crisi politica vera che viaggia parallela al percorso dei nuovi strani alleati, quel M5S che, per osmosi, in un paradosso politico che questo momento storico ci sta regalando, si sta trasformando in un nuovo PD; col cavalier bianco arrivato da fuori, l’uomo impermeabile a tutto, Giuseppe Conte, pronto a guidarlo in questa trasformazione liberale, democratica, neobaleniera; con Grillo che lancia il manifesto della rivoluzione mite, con vocazione alla responsabilità per accompagnare le varie transizioni.

E specularmente un PD che si grillizza, frantumandosi in correnti, faide interne, e un segretario che si dimette con un post su Facebook, non davanti agli organi collegiali del partito, dicendo che gli fanno schifo tutti e che si è rotto le scatole.

Un vaffaday 3.0

 

 

 



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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014).

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