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martedì 17 Maggio 2022
PolisLavoro, diritti, economiaMaggiori controlli per il lavoro autonomo occasionale

Maggiori controlli per il lavoro autonomo occasionale

Le modifiche introdotte dall’art. 13 del Decreto Legge 21 ottobre 2021 introducono nuove misure di controllo per il lavoro autonomo occasionale.

Lavoro autonomo occasionale: comunicazione e controlli

Il lavoro autonomo occasionale, definito contratto d’opera dall’articolo 2222 del Codice civile, è quell’attività lavorativa consistente nella realizzazione di un’opera o nella prestazione di un servizio senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con il committente.

Questo tipo di prestazione assume le medesime caratteristiche del lavoro autonomo propriamente detto, dal quale si distingue per il solo fatto che è svolto occasionalmente (max 30 giorni annui).

Il lavoratore autonomo occasionale, una volta eseguita la prestazione, in luogo della fattura, emetterà una ricevuta: su di essa sarà indicato l’importo lordo della prestazione, la ritenuta a titolo d’acconto del 20% a cui la prestazione è soggetta, e l’importo netto, che è quello effettivamente percepito dal lavoratore.

Questa tipologia contrattuale è libera da obblighi previdenziali entro determinati limiti. Più precisamente, i compensi percepiti in un anno fino a 5.000 euro non sono soggetti a prelievo previdenziale.

L’estrema flessibilità di questa tipologia contrattuale ha comportato un uso distorto di tale strumento volto ad eludere la normativa a tutela del lavoro subordinato.

L’attuale disciplina contenuta nella Legge 22 maggio 2017 n. 81 (intervenuta per delineare un quadro definito di tutele e diritti relativi ai rapporti di lavoro autonomo di cui al Titolo III del Codice Civile, articoli 2222-2238) non è valsa a bilanciare lo squilibrio contrattuale con la parte forte del rapporto stesso (il committente).

Al fine di contrastare l’utilizzo di questa forma contrattuale per mascherare una posizione lavorativa di tipo subordinato è intervenuto il DL 146/2021 nella versione modificata in sede di conversione in Legge, il quale dispone, a carico dei committenti, l’obbligo di comunicare preventivamente all’Ispettorato Nazionale del Lavoro l’inizio dell’attività dei soggetti inquadrati come lavoratori autonomi occasionali, questo per tracciare e monitorare tali prestazioni.

Con nota n. 29/2022, Ispettorato del Lavoro e Ministero delle Politiche Sociali forniscono prime indicazioni in riferimento alla comunicazione obbligatoria per l’avvio dei rapporti di lavoro autonomo occasionale introdotta dall’art. 13 del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modificazioni in Legge 17 dicembre 2021, n. 215.

La comunicazione preventiva va effettuata a mezzo email all’ Ispettorato competente per territorio in ragione del luogo dove si svolge la prestazione.

In caso di omessa o ritardata comunicazione all’ Ispettorato territorialmente competente, l’art. 13 prevede una sanzione amministrativa, non diffidabile, da 500 a 2.500 euro.

Che succede se la condotta antisindacale è evidenziata nel contratto di lavoro?

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Giuseppe Pennone
Giuseppe Pennone
Giuslavorista napoletano, appassionato di pittura, ha collaborato con numerose riviste ed associazioni culturali in qualità di esperto di tematiche sociali quali lavoro, diritti negati e ambiente.

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