Ancora una volta Israele va in guerra durante una campagna elettorale, lanciando l’operazione “Breaking Dawn” su Gaza. Yair Lapid è premier da un mese e mezzo, capo del governo ad interim fino alle elezioni dell’1 novembre, su cui molti stanno facendo pressioni. Quelle ovvie e semi ufficiali delle fazioni palestinesi a mettere pressione. E quelle israeliane nascoste e contrapposte.
Breaking Dawn, la ‘ritorsione preventiva’
Secondo i comandi dello Stato ebraico i bombardamenti aerei, che hanno preso di mira Gaza city e in particolare il Palestine Tower, sarebbe stati “preventivi” , a “scongiurare” una vendetta del Jihad per l’arresto a inizio settimana di Bassam al Saadi, il suo comandante militare a Jenin, in Cisgiordania. Nella mattinata Ziad al Nakhale, leader del Jihad, ha annunciato la guerra con Israele da parte della sua organizzazione. Vertice delle fazioni armate palestinesi per decidere dove e come colpire in Israele.
L’operazione «Sorgere dell’alba» inizia con l’uccisione di Taysir al Jaabari (assieme ad almeno altre dieci persone, compresa la bambina di cinque anni) e una raffica di arresti tra i presunti capi della Jihad islamica nella Cisgiordania occupata. “Di cui 19 agenti associati all’organizzazione terroristica della Jihad islamica palestinese”, sostiene l’agenzia di sicurezza interna Shin Bet. I vertici militari sostengono di aver fatto arrivare ad Hamas il messaggio di starne fuori, scrive il Corriere della Sera da Gerusalemme.

Una improbabile ‘mini guerra’
I vertici politici israeliani, in piena compagna elettorale, vorrebbero che questa rimanesse una mini-guerra contro la Jihad, anche se sanno che le probabilità sono decisamente basse. Vero è che 25 mila riservisti sono già stati richiamati, le strade attorno alla Striscia bloccate, le batterie anti-missile Iron Dome piazzate attorno a Tel Aviv.
Razzi imprecisi e missili Iron Dome
La risposta palestinese. Lanciati 160 razzi in poche ore, verso le città a nord di Gaza, sempre le prime a finire sotto il fuoco quando questi conflitti ormai quasi consueti, si riaccendono. Intercettati nel 95% dei casi dal sistema Iron Dome
Esecuzione di Jaabari e reazione
Taisir Al Jaabari, comandante militare del Jihad Islamico, è stato eliminato perché sarebbe stato lui a guidare la squadra incaricata di vendicare l’arresto cinque giorni fa di Bassam al Saadi, 61 anni passati più dentro che fuori le prigioni israeliane. Gli analisti si aspettavano che le operazioni in Cisgiordania avrebbero aperto il fronte di Gaza. E così è successo. E certamente non a caso.
Civili a diverso rischio
Gli abitanti delle città israeliane più impauriti che colpiti dai razzi senza sistema di guida sui bersagli, e i due milioni di palestinesi stretti a Gaza in un corridoio di sabbia lungo 41 chilometri e largo dai 6 ai 12. Bersagli certi e facili con ben altri armamenti per colpire.
Fonte – Remocontro
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