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giovedì, Agosto 11, 2022

Ricomincia la pacchia per Salvini: campagna elettorale, sbarchi e madonne

Pandemia e guerra l’avevano messo all’angolo ma ora, con una campagne elettorale da affrontare nel suo ambiente naturale, spiagge e buvette, e con la ripresa degli sbarchi, per Salvini può ricominciare la pacchia perché può tornare a ripetere le solite cose senza curarsi della realtà.

Riprendono gli sbarchi e la pacchia per Salvini

A Lampedusa si registrano ancora nuovi sbarchi. Dopo i 101 migranti giunti due giorni fa con cinque differenti approdi, altri 149 hanno raggiunto l’isola tra la notte e l’alba.

La prima carretta del mare con a bordo 14 tunisini, tutti uomini, è stata intercettata a 23 miglia dalle coste dell’isola dalla Capitaneria di porto, che a 26 miglia hanno rintracciato un secondo barchino con 22 persone. Tra loro anche 9 donne e 3 minori. Dopo il trasbordo sulla motovedetta della Guardia costiera le imbarcazioni sono state lasciate alla deriva.

Che ci sia una nuova ondata di sbarchi è certo e le coste africane in questo momento sono difficilmente controllabili. Ed ecco dunque che il leader della Lega, Matteo Salvini, felicissimo di poter tornare a giocar in un campo a lui congeniale, ha risfoderato i soliti slogan: “Con milioni di italiani in difficoltà non possiamo pensare a migliaia di clandestini”. 

Salvini spara bufala enorme contro la legge sull'omofobia

La stagione balneare è quel periodo in cui Salvini può girare l’Italia in  lungo e in largo, in maglietta e pantaloncini, facendo selfie, stringendo mani, passando per le sagre; sono i giorni dove la sua narrazione mantrica fila liscia senza intoppi: il sole, gli aperitivi e la ripresa degli sbarchi a Lampedusa.

Ma l’estate quest’anno è attraversata da temperature record, incendi, siccità e gli echi della guerra ucraina sullo sfondo, tra crisi energetica e quella economica ad incombere coma la spada di Damocle sulle nostre teste, senza dimenticare la curva pandemica che sale e e scende ripetutamente.

E in questo clima arriva la campagna elettorale, ragion per cui a mojito e infradito il capitano dovrà rinunciare per seguire la sua nuova immagine da telepredicatore televisivo, in abito blu catastale, tra madonne, santini e tricolori.

E in questo rinnovato quadro egli può tornare a spingere sui suoi totem comunicativi: l’invasione fantasma che turba i pranzi al mare delle famiglie.

Poi c’è la realtà, che resta la principale nemica del leader leghista.

Quando c’è un problema reale, una questione che richieda attenzione, analisi, riflessione, metodo; quando occorrono soluzioni, maneggiare la tecnica, coordinare gruppi di lavoro, dialogare con le istituzioni e quando la politica deve toccare la teoria e la prassi, ecco che il leader della Lega, sparisce.

È una percezione immediata, visibile: come un pallone che si sgonfia subito dopo averlo acquistato per strada. La realtà è il nemico principale di Matteo.

Il meccanismo ormai è noto e anche il trucco dietro: Salvini ripete sempre le stesse cose e ricorre sempre agli stessi artifici retorici pur di non rispondere alle domande che gli vengono fatte.

Perché se ripeti tanto un concetto, alla fine diventa una verità e basta, e funziona con la politica, con la religione, con le bugie a noi stessi. E poco importa se ogni singolo concetto viene sconfessato puntualmente, anche da lui stesso.

Ma è stato un anno complicato per il leader leghista: la Meloni è diventata il punto di riferimento della destra e viene accreditata del ruolo di candidata premier; Giorgetti il “governista” appare come il vero capo del Carroccio, colui che si fa garante dell’elettorato “padano” e dei suoi interessi sul territorio. E poi gli incidenti “diplomatici” con le sue continue giravolte nel conflitto ucraino: “si alle armi, però preghiamo la Madonna”; “la maglietta di Putin? Si vabbè ma niente di serio…”

Da mesi è entrato in un loop in cui meccanicamente ripete cose a cui non crede neppure lui. E infatti, se le cose poi evolvono in maniera diversa da quello appena dichiarato, lui dice il contrario in tempo reale. Per fortuna ora c’è una campagna elettorale in mezzo alla ripresa degli sbarchi!

Ma l’estate, come ogni Gerry Calà sa bene, è stagione per leoni immaginari e finisce presto.

Campagna elettorale, sbarchi e madonne: ricomincia la pacchia per Salvini

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Marquez
Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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