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sabato 4 Settembre 2021
PolisLa Raggi proclama Albano Laziale discarica di Roma e condanna i cittadini

La Raggi proclama Albano Laziale discarica di Roma e condanna i cittadini

Ormai prossima al capolinea del suo mandato, Virginia Raggi tenta di salvare la Capitale dai rifiuti col minimo sforzo possibile: riaprire la discarica di Albano Laziale, chiusa nel 2016, a seguito di un incendio che ne ha devastato gli impianti, rendendo inutilizzabile il sito.

La Raggi riapre la discarica di Albano Laziale

Senza nemmeno consultarsi coi sindaci afferenti, il 15 luglio a mezzanotte, la Raggi ha firmato l’ordinanza per la riapertura della discarica di Albano, dove conta di far conferire 1.100 tonnellate di rifiuti, al giorno.

Una decisione condannata con durezza dall’attuale Primo Cittadino di Albano, il quale ha già avviato un prima richiesta di sospensiva al Tar, non accolta, e che non intende fermarsi. Affiancato inoltre da ricorsi e querele di Associazioni Ambientali locali.

I cittadini hanno fatto sentire subito la loro voce, organizzando un corteo pacifico sabato scorso 24 giugno 2021, nel centro di Albano, una fiaccolata nella sera di domenica scorsa, e un sit-in non violento stamani davanti ai cancelli della discarica. Una popolazione ben decisa a far valere il proprio diritto alla salute.

La Raggi proclama Albano Laziale discarica di Roma e condanna i cittadini

 

Secondo gli studi Arpal la discarica versa infatti in condizioni disastrose, e dunque pericolose: il tmb è completamente fuori uso, i dispositivi che dovrebbero isolare i rifiuti dal terreno non vengono controllati da 5 anni, il percolato non è sotto controllo  e si teme sia filtrato nel suolo, inoltre il VII invaso è esaurito completamente. Per di più, la discarica, è l’unica in Italia che sorge a soli 150 metri dalle abitazioni più vicine.

L’inquinamento delle falde acquifere e dell’aria ha portato un terribile incremento di malattie nella popolazione locale (leggere il rapporto Eras Lazio).

Una situazione allarmante, motivo per cui la discarica era appunto stata chiusa, rischiando invece il collasso se riaperta. Al momento la rimessa in funzione, prevista per la data odierna 26 luglio 2021, è stata bloccata in quanto manca la polizza fidejussoria, ma si tratta di un ostacolo temporaneo.

Del resto sono cinque anni che la Raggi pensa a che fare dei rifiuti romani, senza tuttavia offrire soluzioni degne di questo nome. La raccolta differenziata infatti nella Capitale non è mai partita, la Città Eterna rigurgita rifiuti e il piano Strade Pulite tenta di ridare un po’ di decoro, ma spostando semplicemente il problema, anzi, “accollandolo”, come si dice in romano, al Comune di Albano Laziale; che invece fa da anni una virtuosa raccolta differenziata porta a porta.

La Raggi proclama Albano Laziale discarica di Roma e condanna i cittadini

Dopo cinque anni di immobilità la Raggi si rivolge quindi al Re della Monnezza, Manlio Cerroni, chiedendo la riapertura di una discarica che Cerroni stesso definisce inagibile, quella appunto di Albano. Riaprire Malagrotta, la più grande discarica d’Europa chiusa nel 2013, è l’unica via percorribile secondo Cerroni.

La questione riporta alla luce un problema atavico, che la politica continua a prendere sottogamba: la necessità di un’alternativa ecologica e sostenibile alle discariche e l’importanza fondamentale di un’accurata raccolta differenziata. Le 4R “riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero” dovrebbero essere la nuova prerogativa. Le discariche, infatti, sono impianti destinati ad esaurirsi una volta terminato lo spazio preparato, richiedendo quindi la costruzione di una nuova discarica o l’ampliamento della stessa. Inoltre richiedono un’osservazione puntuale, specialmente quando dismesse, al fine di assicurarsi che i rifiuti rimangano sempre isolati dal suolo.

Nonostante ciò e nonostante le parole di Cerroni, Laura D’Aprile, facente parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Divisione Bonifiche e Risanamento, e ex dirigente ISPRA, ha espresso un parere positivo per la riapertura di un sito pericoloso come quello di Albano. Preferendo, ancora una volta, un’azione-toppa piuttosto che una soluzione lungimirante e sostenibile, preferendo ignorare il fatto che sul versante immondizia siamo ancora indietro.

Nel resto d’Europa i rifiuti sono ormai una risorsa, e anche l’ISPRA li designa come tali ed evidenza che in alcuni paesi – in Germania, ad esempio – si è completamente abbandonato il ricorso alla discarica.

Come al solito ci si riempie la bocca di belle parole senza mai accompagnarle ai fatti. E pensare che nel 2011, davanti a quella stessa discarica che oggi la sindaca Raggi vuole riaprire, manifestava niente di meno che Beppe Grillo in persona, insieme ai cittadini, urlando a gran voce che venisse chiusa.

L’ordinanza della Raggi per la riapertura della discarica di Albano Laziale è l’ennesimo sopruso di una classe politica completamente disinteressata alla salute dei cittadini e alla conservazione dell’ambiente, senza alcuna capacità di visione in prospettiva.

 

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Alessandra Spallarossa
Laureata in Mediazione Linguistica alla Sapienza, per vivere lavora come consulente di comunicazione a Roma, per passione scrive, legge e insegna yoga. Ha pubblicato il romanzo "La luna crescente" (Emersioni, 2020)

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