Quotidiano on-line ®

28.6 C
Rome
lunedì, Agosto 15, 2022

L”agenda Draghi e le dittature…degli altri

C’è sempre grande attenzione per le dittature degli altri, ma si fa meno attenzione alle nostre. Qui vengono chiamate Agenda Draghi.

L’agenda Draghi

Il Partito Democratico, asse centrale del sentimento europeista e atlantista, si scapicolla per sostenere, proteggere, inscatolare e rispettare l’Agenda Draghi.

Leu dal canto suo, nella sua vocazione ordo-liberale, sì, magari storce un po’ la bocca, dispiaciuta per l’arretramento della guida tedesca, ma ritiene essenziale, con piglio austero ma responsabile, per assicurare continuità e governabilità, rispettare l’Agenda Draghi.

La Lega, nervosa per la caduta vorticosa della filiera tedesca, irritata per sondaggi poco lusinghieri, cammina senza la terra sotto i piedi, ma, nonostante tutto, si affida razionalmente al presente per far rispettare l’Agenda Draghi.

Forza Italia, costola più sguaiata del Partito Democratico, grazie alla propria cultura manageriale, comprende che sarà la managerialità dell’Agenda Draghi a salvare gli investimenti del capitale. Per questo si dimena per farla rispettare.

Fratelli d’Italia, forza di opposizione, amichevolmente, con grande spirito patriottico, lancia un segnale forte. L’Agenda Draghi la rispetta, con una significativa astensione.

La Meloni e la bufala sui fulmini: numeri a caso sulle vittime

Renzi si concede alle telecamere in un solitario vaniloquio psicotico per rimarcare la primogenitura dell’Agenda Draghi. Anzi per far intendere che forse, nessuno lo sa, ma lui, in realtà, è Draghi.

La nuova formazione concepita da Di Maio, di grande utilità al Paese, nasce con nobili intenzioni. Far rispettare l’Agenda Draghi.

Il Movimento 5 Stelle è contrario a tutto il programma governativo. Ma il modo migliore per contrastarlo è far rispettare l’Agenda Draghi, rassicurando i mercati, il Wto, la Casa Bianca e il mondo intero, del proprio inossidabile atlantismo europeista.

Un manipolo di oscuri figuri, si ostina a votare contro. Perché qualche riserva indiana di novecenteschi conservatori ancora pensa che la democrazia debba vivere con le sue forme e la sua sostanza. Ma l’Agenda li sotterrerà.

Su Luigi Di Maio e l'elogio della banalità

Nel frattempo il 60% della popolazione è contraria invece. Ma la liberaldemocrazia si distingue dalle forme autarchiche di governo proprio per la sua lungimiranza.

Il popolo quando esprime sentimenti irrazionali non va ascoltato. D’altronde è il merito che distingue chi può e chi non può esercitare diritti. Il darwinismo, si sa, è diventato progressista.

Parafrasando l’erba del vicino (quella sempre più verde) si scopre che c’è sempre grande attenzione per le dittature degli altri, quelle che proprio di libero commercio non vogliono sentir parlare. Si fa meno attenzione alle nostre. Qui vengono chiamate Agenda Draghi.

Prestiti e soldi pubblici indirizzati ai privati. Draghi lo anticipava già nel 2016...

Leggi anche

Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli