“12 settembre 2022: la guerra in Ucraina è finita, Kyev ha vinto, l’esercito russo è in rotta, Su Twitter sembra che le cose stiano così ma purtroppo non è vero.”
Con un nuovo lungo thread social Nico Piro*, il pioniere italiano del giornalismo mobile, ha fatto il punto sugli sviluppi del conflitto in Ucraina e su come questi siano visti e distorti soprattutto su Twitter.
Il 12 settembre ucraino sul Twitter italiano
12 settembre 2022: la guerra in Ucraina è finita, Kyev ha vinto, l’esercito russo è in rotta, Putin ha le ore contate, chi lo sostituirà dovrà pagarci danni di guerra (ci darà gas gratis per il prossimo 1/2 secolo). Su Twitter sembra che le cose stiano così ma purtroppo non è vero.
Il vittorioso attacco ucraino sull’area nord-est occupata dai russi non ha valore strategico, a mio modesto avviso, ma tattico. Produce serie di conseguenze importanti ma cambia poco equilibri della guerra. Prima di addentrarci nell’analisi fatemi però fare una riflessione.
Leggo persone e personalità che gioiscono per come stanno andando le cose, si dicono emozionati, travolti dall’orgasmo bellico che nemmeno i futuristi all’alba del primo conflitto mondiale (loro almeno al fronte ci andarono e il livello culturale era ben superiore).
Da nemico della guerra mi fa orrore che si gioisca per la morte di soldati (qualsiasi bandiera abbiano sul braccio) e di civili. La guerra è un crimine e come diceva Gino Strada va abolita. “Quando sono andato a Redipuglia nel 2014 – ha detto Papa Francesco – ho visto l’età dei morti nel cimitero e ho pianto”.
La Prima guerra mondiale a cui si riferiva il Papa l’abbiamo vinta eppure restano quelle giovani vite spezzate. E’ una reazione in verità comprensibile quella degli opinionisti con l’elmetto che prima ci hanno venduto guerra come rapida e indolore poi dopo mesi di morte e distruzione in Ucraina (e di difficoltà economiche crescenti per gli italiani), mesi in cui loro erano tornati ad occuparsi del resto dello scibile umano, ora finalmente hanno un dato bellico da amplificare a cui aggrapparsi per darsi ragione e continuare a spacciarci l’immondo idolo della guerra.

“Il 12 settembre”, entriamo nel merito. L’offensiva ucraina è un successo totale perchè:
1) hanno dimostrato di saper ingannare i russi con i diversivi (o le fallite offensive) al sud 2) hanno dimostrato massima mobilità, quindi la capacità di spostare colonne di fanteria meccanizzata tanto rapidamente che il nemico non ha potuto attuare contromosse, in gergo militare i russi erano sbilanciati (presumibilmente per i rinforzi spostati su Kherson e verso la Crimea).
Quello che non sappiamo è il prezzo di questo successo. L’impressione condivisa è che l’Ucraina abbia scaricato lo scaricabile (scusatemi la gergalità) sul fronte di Kharkiv in termini di munizioni e uomini per ottenere una vittoria.
Quanti caduti e quanti feriti ha subito? Non si sa.
Potrebbero essere numeri consistenti destinati a pesare in futuro. In cambio di cosa? La ripresa dell’area di Kharkiv non ha un gran valore strategico, nei mesi scorsi gli ucraini avevano già registrato progressi su quel fronte.
Questa volta hanno concentrato un tale numero di truppe da arrivare ad un rapporto 8 ad 1 rispetto ai russi. In termini concreti quali vantaggi potranno avere? Di sicuro hanno complicato e di molto la logistica russa perchè la linea di rifornimento da Belgorod (che negli ultimi mesi si era già spostata su viabilità secondaria proprio per i progressi ucraini) è stata interdetta anche nei suoi collegamenti con l’infrastruttura ferroviaria.
Inoltre l’avanzamento ha un altro vantaggio, cioè si possono avvicinare le batterie missilistiche (raggio 80km) all’area di Lugansk, completamente sotto controllo russo, di questo passo con M142 pur limitati si potrà colpire anche il territorio russo.
Che significa questa sconfitta per i russi?
1) il nodo è la comunicazione, in particolare tra truppe russe e separatiste
2) la Russia non ha abbastanza truppe per rispondere a manovra come questa ucraina di “concentramento di forza”
3) l’aviazione (ala fissa) non sta dando la copertura necessaria.
E’ chiaro che il ridispiegamento di cui parla Mosca è una versione non credibile perchè se fai ritirata strategica la fai con copertura aerea e di artiglieria per tenere il nemico a distanza.
Mosca adesso ha un problema che presumibilmente avrebbe voluto spostare a primavera (considerando la pausa invernale nei combattimenti). Il Cremlino dichiarerà formalmente guerra?
Di conseguenza amplierà la leva? Sono mosse altamente impopolari (un po’ come fu per la riforma delle pensioni, vero unico problema per Putin in termini di consenso degli ultimi anni) e quindi difficili per un Cremlino che sin’ora ha voluto sempre dare l’impressione di “business as usual” (appunto non è guerra ma una sorta di operazione di soccorso ai russofoni oltreconfine).
Mosca dalla sua ha però una posizione solida cioè ha raggiunto 3 dei 4 obiettivi che gli possono essere imputati alla voce “difesa dei russofoni in Donbass”
Controlla 1) mar d’Azov 2) la oblast di Luganks 3) Kherson quindi il canale di acqua potabile per la Crimea.
Se i separatisti hanno sempre parlato di portare i confini di DNR e LNR a coincidere con quelli amministrativi di regioni di Donesk e Lugansk, al momento manca il 4 cioè una residua parte di Donesk.
Personalmente ho sempre ritenuto non credibili le ipotesi di avanzata verso Transinistria, ecc ecc perchè non fattibili per Mosca e perchè la teoria dell’effetto domino è sempre servita a condannarci alla guerra come in Vietnam.
Tornando all’attacco ucraino. Che effetti può avere per Kyev e perchè tutto questo sforzo proprio ora? Da un lato questa vittoria dà a l’inerzia della battaglia (proveranno a sfruttarla su Lugansk occhio all’asse di Lyman) anche perchè lo sbilanciamento russo richiederà giorni per essere “compensato”; dall’altro questa vittoria è fondamentale non sul piano militare ma su quello politico. Zelensky sa benissimo che il supporto europeo sta scemando, che il freddo (quindi il maggior consumo di gas con le bollette alle stelle) è una zavorra pesante sul consenso dell’opinione pubblica europea alla guerra.
L’operazione di Kharkiv a mio avviso ha soprattutto questo valore, politico, cioè consente all’Ucraina di comprare tempo nel rapporto con gli alleati che stanno pagando un prezzo altissimo per le sanzioni.
E arrivo in zona cesarini, quando siamo a poche settimane dalle piogge (e poi dalla neve) che rallenteranno il conflitto fino alla prossima primavera. Seguendo la stessa logica, negli ultimi giorni, sui social la macchina dell’odio si è scatenata.
Ne ho fatto le spese anch’io e ho dato mandato ai miei legali di verificare il da farsi perchè la democrazia si regge sulla diversità di opinioni ma risponderò ad accuse tipo complice del cremlino, pagato con i rubli, inflitrato del kgb, traditore ecc. ecc. che danneggiano me e mettono a rischio l’incolumità mia e della mia famiglia).
Il marketing della guerra, i bardi dei conflitti che loro mai combatteranno vogliono farvi credere che la guerra è vicina alla svolta, alla fine, e che chi (come il sottoscritto) ha chiesto pace, trattative e ha ritenuto inutile e dannoso l’invio di armi si sia sbagliato (o meglio era al servizio di Putin).
Purtroppo le guerre sono cose complesse e quella Ucraina non fa eccezione. I conti si fanno solo alla fine anche se, purtroppo, a pagarli sono sempre gli stessi: i civili.
La più tragica e disastrosa sconfitta dell’esercito italiano è quella di Caporetto eppure non ci impedì di rimontare “Grande” guerra che di grande aveva solo i numeri dei morti e ci condusse diretti alla seconda guerra mondiale.
Negli ultimi giorni gli ucraini hanno fatto un azzardo di successo ma ora sono sbilanciati a nord-est. Dopo mesi di avanzata russa in Donbass (pur lenta) ora hanno ripreso rapidamente un’area vasta. La logica della guerra chiama altra guerra, quale sarà la reazione russa? Purtroppo la guerra resta lì con le sue vittime.
* ripreso da Nico Piro
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