Wallace, clamoroso attacco a Zelensky: “Un po’ di riconoscenza. Non siamo Amazon!”

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Ben Wallace, ministro della difesa britannico, manda un messaggio piccato al presidente ucraino: “Mi sono fatto 11 ore di treno per incontrarlo e ricevere una lista di richieste militari, non siamo Amazon!”.

Wallace, il clamoroso attacco a Zelensky

La polemica del ministro della difesa britannico Ben Wallace, per altro tra i falchi guerrafondai del Regno unito, ha svelato le tensioni del vertice di Vilnius, chiuso con una dichiarazione finale di sostegno incondizionato all’Ucraina ma piuttosto fumosa nei termini e nelle condizioni.

Wallace ha rimproverato pubblicamente Volodymyr Zelensky accusandolo d’ingratitudine verso gli alleati: “Mi sono fatto 11 ore di treno per incontrarlo e ricevere una lista di richieste militari, non siamo Amazon!”. Una dichiarazione clamorosa, che arriva da uno dei candidati al posto di segretario generale NATO dopo Stoltenberg.

Il presidente ucraino, visibilmente seccato, ha reagito durante il briefing finale: “Siamo sempre stati e sempre saremo grati. Non so come ancora dovremmo esserlo. Forse dovremmo svegliarci la mattina e ringraziare il ministro. Che mi scriva come e io lo ringrazierò”.

Non sono mancati gli interventi di altri esponenti di Kiev che hanno ribadito insoddisfazione per l’andamento del summit, come il ministro degli esteri Dmitry Kuleba che ha affermato di non conoscere esattamente “elenco dei requisiti che il paese dovrà soddisfare per ottenere l’agognata tessera del club atlantico”.

Tuttavia, com’era prevedibile, si è voluto chiudere l’incontro di Vilnius ricompattando i ranghi, e gli ucraini hanno abbassato i toni. Dopo l’incontro bilaterale con Joe Biden, Zelensky ha assunto il ruolo di diplomatico. Nel briefing finale, ha definito buoni i risultati del vertice, “un successo per l’Ucraina”, che ha compreso come “le condizioni necessarie per l’ingresso nella Nato saranno raggiunte solo quando ci sarà la pace”.

Il segretario Stoltenberg e gi altri leader Nato hanno insistito sul messaggio che rispetto a quelle dei vertici precedenti le attuali promesse di membership ucraina sono qualitativamente nuove e definitive.

Restano timori e sospetti. Niente ingresso nella NATO, niente aperture diplomatiche alla Russia, la guerra deve continuare finché è possibile e oltre. Fino all’ultimo ucraino.

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Sira De Vanna
Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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