Dopo tanta retorica sulla transizione digitale il risultato sarà la svendita della Telecom ad un fondo gestito, tra gli altri, dall’ex-direttore della Cia Petraeus?
Telecom, fallita la privatizzazione
Parliamo di un’azienda strategica italiana già sotto la pesante ipoteca della Vivendi di Bollorè che è lo sponsor – col suo impero mediatico – del candidato alle presidenziali Zemmour, quello a destra della Le Pen.
Se Telecom diventasse proprietà di un fondo statunitense questo garantirebbe agli USA il controllo sulle telecomunicazioni in Italia.
Telecom potrebbe diventare un’estensione della CIA visto che nel fondo c’è l’ex-direttore Dan Petraeus.
La CIA ha già dimostrato anche in anni recenti in Italia di operare senza rispettare le nostre leggi come ha dimostrato il caso Abu Omar. Magari trasformiamo la Telecom in una centrale di intercettazioni USA?
Si pongono questioni economiche e democratiche di enorme portata che sono state sottratte al confronto pubblico mentre una politica ridotta a spettacolo parla solo di novax.
Nei confronti di un’azienza cinese come Huawei sono state poste questioni di sicurezza nazionale puramente ipotetiche perchè l’infrastruttura 5G sarà utilizzabile tra almeno un decennio. Non vale questa precauzione anche ora per paesi che sono alleati ma che non sempre hanno interessi che collimano con i nostri?
L’Italia fino alla fine degli anni ’80 ha cercato di difendere una relativa autonomia. Ora siamo diventati una colonia.
Il governo eserciti il golden power e blocchi queste operazioni. Si ricostruisca un polo pubblico delle telecomunicazioni.
Siamo di fronte al fallimento delle privatizzazioni degli anni ’90 di cui Draghi fu uno dei protagonisti, con il centrosinistra come con il centrodestra.

Dalla siderurgia all’automotive fino alle telecomunicazioni i risultati per il paese sono stati disastrosi. È ora di dire basta.
PS: aggiungo una giusta ricostruzione di Roberto Musacchio:
La privatizzazione di Telecom viene cominciata dal primo governo Prodi, con ministro dell’industria Bersani e direttore generale del Tesoro Draghi. Per aver fatto cadere quel governo Rifondazione venne, e viene tuttora, perseguitata. L’arrivo della cordata padana si ha col successivo governo D’Alema, stesso ministro dell’industria e stesso direttore del tesoro. Oggi il direttore è diventato capo del governo dei migliori. E nel diluvio di chiacchiere sul digitale Tim rischia di finire ad un fondo privato USA. Appunto chiacchiere e distintivo.
Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia
Leggi anche
- I furbetti del reddito di cittadinanza e i veri criminali dell’imprenditoria
- Quando Jung incontra Mandrake: psichizzazione del whisky maschio senza fischio
- G20, l’inutile e boriosa passerella dei potenti
- Draghi l’ubiquo: Presidente del Consiglio e della Repubblica contemporaneamente!
- Cesso, Chì chì chì cò cò cò e altri capolavori di Pippo Franco
- Teorema pasoliniano: l’uomo più solo del ventesimo secolo
- La sconfitta di Michetti è una grossa perdita per la satira
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti












