Il caso Franceschini è emblematico del rapporto tra le élite politiche e la cittadinanza: zero assoluto.
Il seggio sicuro per i coniugi Franceschini
La capacità di autoconservazione della classe politica fa si che sia assolutamente impermeabile alle bolle mediatiche contrarie che emergono – per breve tempo – prima di essere riassorbite.
Il meccanismo è banalissimo:
- far sfogare la bolla per 48 ore
- spostare la questione centrale su di una variabile del tutto secondaria
- procedere come se non fosse mai accaduto nulla.
Il caso Franceschini è perfetto nell’illustrare praticamente queste dinamiche.
Nei giorni passati, per chi avesse avuto modo di seguire le cronache locali, era emersa la fibrillazione nel PD di Napoli per le “voci” che volevano il ministro candidato nel capoluogo campano, paracadutato in loco proprio per evitare di farlo a Roma, dove invece si vociferava che si volesse assegnare un collegio sicuro a sua moglie, Michela De Biase.

Nelle varie bolle mediatiche era partito il mood dell’indignazione, rimbalzato fino alle cronache nazionali. Arrivata in alto, la vicenda prende una piega surreale e viene deviata su un aspetto al quale nessuno aveva minimamente pensato: misoginia e patriarcato.
Repubblica riportava a tutta home nella versione online lo sfogo della Di Biase, in cui rivendicava la sua storia politica al di fuori dall’essere identificata solo e comunque come “la moglie di Franceschini“.
Ovviamente, come già spiegato in un precedente articolo, nessuno stava mettendo in dubbio le capacità della Di Biase. Il problema sollevato riguardava queste candidature familiari che fanno a cazzotti con il buon senso, in un paese che non riesce a distaccarsi dalle logiche dell’amichettismo e dei clan.
Intanto però la discussione rimbalzava di bacheca in bacheca, di talk in talk, si formavano gli schieramenti. Il solito copione.
Passano 48 ore e il caso sparisce dalle discussioni, si passa ad altro; c’è la questione del video giovanile della Meloni che parla di Mussolini, ci sono i funerali di Piero angela. Poi il silenzio.
E si arriva alle cose fatte e vengono ufficializzate le candidature nei due seggi considerati “sicuri”: Franceschini paracadutato da Ferrara a Napoli, la Di Biase a Roma
Questa vicenda è emblematica del rapporto tra le élite politiche e la cittadinanza: zero assoluto.
Il Marchese del Grillo: Io sò io e voi non siete un…
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop

Leggi anche
- Io so chi siete: la visione finale di Pasolini
- Il Malleus maleficarum anti-Conte
- Memoriale Afghano e le rivelazioni di Wikileaks
- Sbloccati i porti ucraini e nessun carico di mais è diretto in Africa: ma non bisognava scongiurare la fame?
- La Legge di Murphy applicata alla sinistra
- L’universo surreale della “campagna elettorale”, tana libera tutti per chi ha devastato il paese
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti












