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domenica 10 Ottobre 2021
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La Legge di Murphy applicata alla sinistra

La Legge di Murphy è un insieme di detti popolari riassumibili nella formula: “Se qualcosa può andar male, lo farà“. Applicandola alla sinistra essa è perfettamente sovrapponibile.

La Legge di Murphy

L’avrete sentita nominare tantissime volta, quasi sempre per commentare con sarcasmo qualche piccolo o medio accadimento assai nocivo, ma di cosa stiamo parlando?

La Legge di Murphy è un insieme di detti popolari riassumibili in una precisa e originaria formula: Se qualcosa può andar male, lo farà“.

Dal tono tipicamente ironico e sarcastico, quest’insieme di formule è stato messo nero su bianco nel 1988 da Arthur Bloch, umorista e scrittore statunitense che pubblicò il libro La legge di Murphy.

La Legge di Murphy applicata alla sinistra 1
Arthur Bloch

Il pensiero alla base dell’opera associa la legge delle probabilità e dei grandi numeri alla vita quotidiana: benché sia indesiderabile e improbabile che un determinato evento, generalmente negativo,  accada, esso in realtà si verifica sempre.

La storia delle Leggi di Murphy trova il suo primo postulatore in un ingegnere aeronautico statunitense, Edward Murphy.

Incaricato di verificare la tolleranza del corpo umano all’accelerazione, il suo team aveva il compito di montare 16 particolari accelerometri sul soggetto umano in esame.

Questi accelerometri potevano essere montati in due modi diversi e, sistematicamente, i tecnici incaricati dell’imbragatura, li montavano nella maniera sbagliata.

Fu nel corso di tale esperimento che Edward Murphy pronunciò la frase ormai storica: Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre ad una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo.

La Legge di Murphy applicata alla sinistra 2
Edward Murphy

Legge di Murphy e Sinistra

La storia e le considerazioni che hanno portato alla formulazione del pensiero murphologico, ad una più attenta analisi, sono applicabili nella loro interezza all’universo sinistra, quello sterminato campo di idee, persone, movimenti politici, uniti dal perenne desiderio di dividersi.

Per identificare prima il soggetto a cui applicare la Legge, prendiamo in prestito la definizione di Giorgio Cesarale, Professore associato di Filosofia politica alla Università Ca’ Foscari di Venezia:

“Che cosa vuol dire essere di sinistra? Credo che abbia significato qualcosa di profondamente diverso, e cioè non tanto integrare i più “deboli”, consentendo loro di condurre una esistenza più dignitosa, quanto permettere a quest’ultimi di ri-descrivere la propria condizione, scoprendosi “forti”, molto più forti di quanto poteri e discorsi dominanti lascino immaginare.”

Ora, partendo dalla teoria, si passa alla prassi, come da buon vecchio adagio leninista.

La pratica politica è fatta di scelte, liturgie, alleanze, programmi, intenti, dichiarazioni, e tutto questo trova il suo apice democratico nel rito delle elezioni.

A questo punto è applicabile la Legge di Murphy, raccogliendo la summa delle esperienze elettorali dell’universo sinistra: sconfitte, dichiarazioni, alleanze, sconfitte, programmi, buone intenzioni, sconfitte, ricostruzioni, scissioni, manifestazioni, sconfitte, partecipazione, illusioni, vittorie. Si, ogni tanto anche vittorie.

Questa Legge di Murphy applicata alla sinistra alle elezioni, prende il nome del corsivista che l’ha codificata, per meglio facilitare i futuri studiosi nella ricerca delle fonti, quindi sarà la Legge di Marquez.

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La Legge di Marquez

Primo postulato della Legge di Marquez: “Se vinci alle elezioni non sei di sinistra

I 3 assiomi principali della Legge di Marquez:

  • Se vinci alle elezioni è perché ti sei spostato al centro e alleato con un pezzo di destra quini in realtà non hai vinto.
  • Se vinci alle elezioni è perché hai preso anche voti di destra quindi devi dar conto di questo a quella parte di elettorato fluida e fare politiche intrinsecamente di destra quindi hai vinto snaturandoti ed è come se avessi perso.
  • La vittoria alle elezioni in realtà è un problema, anzi era meglio perdere perché prima il nemico era chiaro.

Corollari alla Legge di Marquez

  • Se non prendi lo 0,5 non sei veramente di sinistra
  • Se non raggiungi il quorum, la soglia di sbarramento è solo un primo passo in questo lungo cammino di ricostruzione che ci lascia ben sperare. Siamo giunti fin qui perché ci sedemmo dalla parte del torto.
  • Dobbiamo aprire una fase nuova di ricostruzione, partendo dal basso, attivamente, mettendo in moto le energie migliori della sinistra diffusa
  • Questa sconfitta è una base da cui ripartire

Secondo postulato della Legge di Marquez: Legge della Scissione

La sconfitta è figlia di alcune scelte sbagliate e non condivise della segreteria. Si apre ora il momento di una riflessione che non esclude l’uscita dal partito per il proseguimento su di una linea condivisa in un soggetto nuovo, aperto, senza steccati ideologici vetusti.

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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