Rovelli e il mondo alla rovescia: ma dove vive Rampini?

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Rovelli: “Ci sono due mondi. Uno piccolo controllato dai media americani e uno formato dalla grande maggioranza del mondo che non ne può più dell’arroganza del primo.”

Rovelli: ma dove vive Rampini?

Carlo Rovelli, fisico, saggista e divulgatore scientifico, finito più volte negli ultimi due anni nel tritacarne mediatico delle polemiche per le sue posizioni pacifiste (che onta!), continua a scatenare la reazione degli utenti del club dei guerrafondai social.

L’oggetto delle polemiche, nemmeno a dirlo, è la retorica propagandistica sulla guerra che dall’Ucraina si è trasferita pari pari nel conflitto israelo-palestinese, aggiungendoci quel quid in più di razzismo anti-arabo che fa superare anche in follia i deliri russofobi.

Ha scritto Rovelli dalle sue pagine social: “In che mondo vive? Non certo nel nostro” è il commento dell’ambasciatore israeliano alle parole del segretario generale dell’ONU. Mi ha colpito perché è l’identico commento di Federico Rampini alle mie parole.

E dunque, Rampini e l’ambasciatore hanno ragione: ci sono ormai due mondi. Uno piccolo controllato dai media americani (Rampini è cittadino degli USA, che dettano la linea della stampa italiana) e uno formato dalla grande maggioranza del mondo che non ne può più dell’arroganza del primo.”

Il fisico prosegue poi con una sottolineatura: Il primo si sente in diritto di bombardare chi vuole, di “portare la democrazia” e “combattere terroristi” massacrando impunemente, si sente in diritto di violare il diritto internazionale, non rispettare le risoluzioni ONU, riempire il mondo di basi militari.”

“Il secondo, a cui il segretario generale dà spesso voce, a nome della maggioranza dell’umanità, chiede solo più giustizia, meno arroganza e un po’ più di vera democrazia a livello globale: cioè che chi predica la democrazia poi non pretenda sempre di comandare da solo su tutti. Il mondo chiede un cessate il fuoco a Gaza e gli USA da soli hanno posto il veto.”

E infine la chiusura senz’appello di Rovelli: “Il mondo non è antisemita. Ma non ritiene che uno stato che si definisce ebraico abbia il diritto di fare un simile massacro per vendetta.”

 

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