Rovelli agita il Concertone: “Piazzisti di strumenti di guerra”. E attacca il ministro Crosetto

Il fisico Rovelli dal palco di Piazza San Giovanni parla di “Piazzisti di strumenti di guerra” che “soffiano sul fuoco”. La conduttrice Ambra cerca di metterci una pezza: “Nessuna censura ma dovrebbe esserci un contraddittorio”.

Rovelli attacca il ministro Crosetto sulle armi

Immancabili come ogni anno le polemiche sul cosiddetto Concertone, il concerto organizzato dai sindacati in occasione della Festa dei Lavoratori il Primo Maggio. Quest’anno a scaldare gli animi dei commentatori, l’intervento del fisico Carlo Rovelli, che è andato all’attacco delle spese militari e dei “piazzisti di strumenti di guerra” che costruiscono strumenti di morte “per ammazzarci l’un l’altro”. 

il professore, finito spesso al centro delle polemiche negli ultimi mesi per le sue posizioni sul conflitto in Ucraina, considerate sgradite dal mainstream politico ed informatico, dal palco di Piazza San Giovanni non è venuto meno alle sue idee:

“Stiamo andando verso una guerra che cresce e, invece, di cercare soluzioni i Paesi si sfidano, invadono, soffiano sul fuoco della guerra e la tensione internazionale non è mai stata così alta come adesso”, ha detto Rovelli che poi ha puntato il dito, pur senza nominarlo direttamente, contro il ministro della Difesa Guido Crosetto, che in passato è stato presidente della Federazione aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza: “In Italia, il ministro della Difesa è stato vicinissimo a una delle più grandi fabbriche di armi nel mondo, Leonardo”.

Alla fine dell’intervento la conduttrice Ambra è intervenuta per metterci una pezza, come si suol dire: “Qua non c’è censura. Dispiace che non essendo un dibattito politico, quando si attacca qualcuno, come nell’intervento del professor Rovelli, dovrebbe esserci un contraddittorio che non c’è stato”.

 

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