L’informazione mainstream italiana completamente piegata alla propaganda bellica fino al punto di aprire un giornale come Repubblica con il titolo indecente “Le armi italiani salvano vite”.
Repubblica e “le armi italiane salvano vite”…
La narrazione della visita di Zelensky a Roma ci dice molto di come l’informazione di guerra sia ormai in servizio permanente.
Non abbiamo visto solo il classico servilismo dei media italiani al governo di turno, ma un sistema informativo totalmente aderente ad un’azione politica bellicista.
Un’azione politica bellicista condivisa dal gotha del giornalismo italiano riunito da Vespa nella scenografia suggestiva del Vittoriale e che non ammette alcuno spazio per le voci fuori dal coro, che possono essere solo ridicolizzate, marginalizzate o, tuttalpiù, sminuite al rango di anime belle, come accaduto ieri anche al Papa.
Il tour romano di Zelensky fa fare all’escalation militare un ulteriore balzo in avanti. Il “sostegno a 360 gradi” esibito dalla Meloni, ma anche da Mattarella, parallelamente alla stroncatura dell’iniziativa di pace a cui stava lavorando il Papa, rende la cobelligeranza dell’Italia ancora più forte. Uno scenario che non sarebbe stato molto diverso se al posto della Meloni ci fosse Schlein, almeno stando ai voti espressi fino ad ora dal nuovo Pd.
Dopo questo abbiamo la certezza che la guerra in Ucraina continuerà ancora a lungo e andrà ad alimentare sempre più lo scontro fra occidente e oriente, fra USA e Nato oggi contro la Russia e domani contro la Cina. Uno scontro funzionale ad arrestare l’assetto multipolare verso cui stava andando il pianeta per riportarlo ad un assetto unipolare in cui gli USA sono l’unica potenza economica e militare globale.
E la nostra informazione si piega a questo scontro e vi si mette al servizio, fino al punto di aprire un giornale come Repubblica con il titolo indecente “Le armi italiani salvano vite”.
(Stefano Lugli PRC UP)

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