Vladimir Putin è intervenuto al Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa: “Nelle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, così come nelle regioni di Kherson e Zaporozhye, era in vigore la legge marziale. E ora dobbiamo formalizzare questo regime nel quadro della legislazione russa. Ho firmato un decreto sull’introduzione della legge marziale in questi quattro soggetti della Federazione Russa. Sarà subito inviato al Consiglio della Federazione per la ratifica”.
Ai capi delle regioni annesse vengono conferiti ulteriori poteri e si va a costituire un comitato di coordinamento per l’aumento della sicurezza, la cui realizzazione è delegata al primo ministro Mishustin.
Che cosa vuol dire la legge marziale in Russia?
Di Giovanni Savino*
Il Consiglio di sicurezza, riunitosi oggi, ha ascoltato le comunicazioni di Putin sulla proclamazione della legge marziale nei territori occupati dalle forze armate russe, e i provvedimenti per altre regioni del paese.
In realtà nelle regioni ucraine annesse da Mosca di fatto molte delle misure previste dalla legge marziale sono già in essere, ecco quali sono:
• Rafforzare il controllo dell’ordine pubblica e la sicurezza, assieme alla sorveglianza speciale degli obiettivi statali, militari e strategici.
• Promulgare il regime speciale di lavoro per quegli enti che rispondono al funzionamento del trasporto, delle comunicazioni, delle reti e dell’energia.
• Mettere in vigore modalità speciali di ingresso e uscita nei territori soggetti a legge marziale, così come limitazioni agli spostamenti in essi.
• Introdurre il coprifuoco
• La perquisizione dei cittadini, delle loro proprietà, delle loro case e dei mezzi di trasporto
• Sottrarre ai cittadini le proprie proprietà per le necessità della difesa previa compensazione
• Mobilitare i cittadini per lavori di difesa e di riparazione degli edifici e degli obiettivi danneggiati
• L’introduzione della censura militare, con l’intercettazione delle telefonate e della posta.
Si tratta di provvedimenti che in zone di guerra e d’occupazione sono, purtroppo, quotidiani.
Cosa però avviene nelle altre regioni russe non è meno grave: vi sono tre livelli di “reazione” (реагирование) che possono essere adottati in caso di emergenza. In Crimea, a Sebastopoli, nel territorio di Krasnodar e nelle regioni di Belgorod, Kursk, Voronež, Rostov e Brjansk il livello è “medio”, questo comporta
⁃ lo spostamento temporaneo degli abitanti in località sicure con la locazione obbligatoria in abitazioni temporanee o stabili
⁃ norme speciali per l’entrata e l’uscita dal territorio e la limitazione della libertà di movimento
⁃ la limitazione al traffico automobilistico e ferroviario con perquisizioni
Nelle restanti regioni dei Distretti federali centrale (tra cui Mosca) e meridionale invece, oltre alle limitazioni e ai fermi del traffico, si pone la questione del controllo dei “soggetti che rispondono del funzionamento del trasporto, delle comunicazioni e delle reti, del lavoro delle tipografie, dei centri d’analisi e dei sistemi automatizzati, e dell’utilizzo delle loro capacità per le necessità della difesa”. Questo passaggio può essere interpretato come un probabile coinvolgimento ulteriore dell’economia nella mobilitazione.
Al punto 3 del decreto di Putin inoltre si legge che «qualora necessario, nel periodo della legge marziale nella Federazione Russa è possibile adottare ulteriori misure, previste dalla Legge costituzionale federale del 30 gennaio 2002 № 1-FKZ “Sulla legge marziale”» All’articolo 8 della Legge costituzionale, “Ulteriori misure, adottate nel periodo della legge marziale”, vi sono elencate norme sul controllo della produzione e dell’economia per rispondere alle necessità della difesa.
In tal senso, si ottiene così una situazione in cui in 30 regioni della Russia e nei territori occupati vi sono misure speciali, legate in un modo o nell’altro alla legge marziale, una sorta di versione che dovrebbe essere “light”, ma la cui interpretazione è lasciata al Comitato di coordinamento tra Ministeri della Difesa e degli Interni, Rosgvardija, Fsb e strutture d’emergenza, che sarà diretto dal premier Mikhail Mishustin e con ramificazioni locali a livello regionale.
Vi è una sorta di riutilizzo delle modalità adottate durante la pandemia, con la gestione affidata a regioni e repubbliche, però con poteri (almeno a parole) ben più ampi e rischi financo maggiori.
* Giovanni Savino, storico, specialista di Russia e Europa orientale.
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Crisi ucraina, l’Europa è cerniera dello scontro di due mondi
- Meloni: “Il terremoto, le cavallette…non è stata colpa mia!”
- Farsa AGCOM: ad elezioni passate denuncia la censura dei TG verso Unione Popolare e Italia Sovrana
- Tabula rasa de-piddinizzata
- La pace è il nemico occulto dell’Occidente
- La bolla social incapace di trasferire la politica dalla società reale a quella virtuale
- Wanna Marchi, il buco nero dell’illusione
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti














