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martedì, Luglio 5, 2022

Elezioni, a Palermo arrestano Pietro Polizzi di Forza Italia per voto di scambio mafioso

Uno dei candidati di Forza Italia al Consiglio comunale di Palermo, Pietro Polizzi, è stato arrestato con l’accusa di voto di scambio elettorale politico-mafioso.

Pietro Polizzi, il candidato di Forza Italia a Palermo arrestato per voto di scambio mafioso

La Polizia di Palermo ha arrestato Pietro Polizzi uno dei candidati di Forza Italia al Consiglio comunale del capoluogo siciliano, con l’accusa di voto di scambio elettorale politico-mafioso.

Secondo la Procura, Polizzi, in passato già consigliere provinciale di Palermo nell’Udc, avrebbe stretto un patto con i boss dell’Uditore, i costruttori Sansone, ritenuti da sempre vicini al boss Totò Riina.

L’indagine, durata circa un mese, ha portato all’arresto anche di Agostino Sansone, fratello di Gaetano, il proprietario della villa di Via Bernini in cui Riina trascorse gli ultimi mesi prima dell’arresto avvenuto il 15 gennaio del 1993.

Come emerge dall’inchiesta, nata dalle intercettazioni sui Sansone, ai primi di maggio ci sarebbe stato l’incontro tra il candidato e il costruttore dove sarebbe stato stretto l’accordo per le amministrative in programma tra 5 giorni.

Chi è il Pietro Polizzi

Pietro Polizzi, 52 anni, è dipendente di Riscossione Sicilia, ed in passato è stato consigliere provinciale di Palermo nelle file dell’Udc. Aveva già tentato la corsa a Palazzo delle Aquile alle elezioni del 2017 nella liste ‘Uniti per Palermo’ a sostegno del sindaco Leoluca Orlando. Allora prese 617 voti senza ottenere un posto in consiglio.

La Procura di Palermo ha ottenuto in un tempo record il suo arresto perché serviva un “intervento urgente”, come si legge nella richiesta di custodia cautelare, “atto a scongiurare il pericolo che il diritto-dovere del voto, per le imminenti elezioni amministrative del 12 giugno, sia definitivamente trasfigurato in merce di scambio assoggettata al condizionamento e all’intimidazione del potere mafioso”.

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