Nell’attacco di venerdì al Centro Culturale Curdo a Parigi è stata assassinata Emine Kara, nome di battaglia Evin Goyi, una figura guida del movimento di liberazione delle donne curde. Era stata una delle donne che avevano creato lo slogan Jin Jiyan Azai Donna Vita Libertà che da due mesi viene gridato nelle strade dell’Iran.
Il terrorismo di Erdogan colpisce di nuovo in Europa la comunità curda ma per l’UE terrorista è chi lotta per la libertà:
L’assassinio di Emine Kara. Dal comunicato delle donne curde
“Lo stato turco ha organizzato questo attacco, come nel massacro del 9 gennaio 2013. L’assassino è Erdogan e il sistema genocida dello stato turco. Lo Stato francese, non prendendo alcuna precauzione, ha insabbiato il delitto ed è diventato complice del massacro. Evîn (Emine Kara), una delle figure di spicco del Movimento delle donne curde, l’artista curda Mir Perwer, e uno dei nostri patrioti, Abdurrahman Kizik, sono stati uccisi in questo brutale attacco.
L’uccisione di Evin non è una coincidenza
La nostra compagna Evin era una donna molto forte cresciuta a Botan. Era una donna coraggiosa che ha combattuto per le donne e il suo paese in ogni parte del Kurdistan. Ha sfidato i colonialisti con il cuore e la coscienza. Non è un caso che questa valorosa donna curda sia stata assassinata. Gli stati maschi assassini pensano che con l’assassinio delle donne fermeranno la lotta delle donne per la libertà.
Non possono mettere a tacere la voce universale delle donne curde.
Mentre si avvicinava il decimo anniversario del massacro di Parigi e stavamo preparando una commemorazione con la nostra richiesta di ‘rimuovere il segreto di stato’, abbiamo ricevuto questo messaggio. Questo attacco dimostra ancora una volta che le donne curde sono il bersaglio dello stato turco e di tutte le sue sporche alleanze. Risponderemo loro con lo slogan ‘vivere è resistere’. Diciamo agli assassini e a ogni potere che chiuda un occhio davanti a questo massacro: nessun attacco potrà fermare la rivoluzione delle donne curde. Le donne curde hanno imparato a resistere da Sakine Cansız. Le donne curde considerano la lotta più preziosa del pane e dell’acqua.
Non rinunceremo alla nostra lotta finché non sarà fatta giustizia”.

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