-4.1 C
Rome
domenica 23 Gennaio 2022
NewsLa ministra Lamorgese sta lavorando a una legge anti-Rave

La ministra Lamorgese sta lavorando a una legge anti-Rave

La ministra dell’Interno parla di mancanza di prevenzione. “Lavoriamo una legge anti-Rave e alla confisca dei veicoli di chi partecipa.”

Luciana Lamorgese vuole una legge anti-Rave

In una lunga intervista rilasciata al Messaggero la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si difende dalle accuse di Salvini e Meloni su Viterbo e Torino sulla gestione dei Rave party, puntando il dito su un presunto deficit di legislazione:

I Rave party si sono sempre svolti. Solo nel 2018 ci sono stati almeno una cinquantina di raduni clandestini, dalla centrale di Montalto di Castro alla fabbrica ex Viberti di Nichelino. E come è stato osservato in più occasioni, le leggi in vigore non ci mettono in condizione di contrastare questi grandi rave illegali come avviene in altri Paesi d’Europa dove le norme sono più severe. Sono consapevole del senso di preoccupazione che questo fenomeno determina nell’opinione pubblica, sia per i comportamenti illegali connessi all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, sia per i riflessi sulla possibile diffusione dei contagi”.

La titolare del Viminale però sottolinea che “non può certo essere ignorata la sentenza della Corte di Cassazione del 2017 incentrata sulla non punibilità degli organizzatori degli eventi non indetti nell’ambito di una attività imprenditoriale. I casi che si sono sinora verificati hanno riguardato raduni organizzati con un passaparola clandestino attraverso il web e soprattutto i social network, in particolare tramite canali privati e coperti come Telegram”.

Il punto per la ministra è dunque la mancanza di una legge specofoca leggi ad hoc: “Il ministero dell’Interno sta lavorando ad un’ipotesi di fattispecie criminosa che consenta di disporre la confisca obbligatoria dei veicoli e degli strumenti necessari per l’organizzazione dell’intrattenimento e che preveda l’obbligo del ripristino dei luoghi”.

La conclusione: “Potremmo introdurre la possibilità di ricorrere ad altri strumenti investigativi, come già avviene per diversi reati di particolare gravità. Tutto questo per allinearci alla legislazione degli altri Paesi europei, nei quali, evidentemente, oggi gli organizzatori dei Rave party rischiano molto di più. Su queste ipotesi ci sarà un confronto con il ministero della Giustizia”.

Dunque si va verso una nuova stretta repressiva: tempi duri per i ravers…

 

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli