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L’apparato mediatico italiano sta riuscendo nell’impresa di far passare Molinari, direttore di Repubblica, che un giorno si e l’altro pure sta in tv, come un martire dell’informazione. Il commento sarcastico di Carlo Rovelli.
Carlo Rovelli chiude sarcasticamente il caso ‘Molinari’
L’apparato mediatico italiano che per convenzione definiamo “mainstream”, la cui reputazione è tale che per molti la fonte “mio cugino” ha lo stesso valore informativo, sta riuscendo nell’impresa di far passare Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, che un giorno si e l’altro pure sta in tv, come un martire dell’informazione, a causa della contestazione subita da parte di alcuni studenti universitari a Napoli.
Una situazione così surreale che il fisico Carlo Rovelli, spesso al centro delle polemiche per le sue posizioni politiche considerate fuori “narrazione”, ha commentato in un post su Facebook, in punta di fioretto:
“Studenti universitari non lasciano parlare Maurizio Molinari e David Parenzo. Per il ministro, è un affronto alla libertà di parola. I due infatti non possono mai dire quello che pensano. Non li ascolta nessuno. Non hanno alcuna influenza. Invece gli studenti pacifisti, le loro idee, sono ovunque, su tutti i giornali e su tutte le televisioni…”
Ricordiamo che proprio all’inizio di Marzo, sulle pagine dell’Huffpost, c’era stato un cortese scambio di opinioni proprio sul tema dell’informazione, tra il direttore Mattia Feltri e il fisico, che così aveva argomentato:
“L’informazione mainstream, controllata dalle élites al potere, si alza sopra la cacofonia permessa proprio dalla libertà e mantiene in questo modo la sua influenza. Tu obietti che “i giornali vendono sempre meno: il complotto fa acqua”. A me sembra che questa obiezione confonda “i giornali” con “l’informazione mainstream”. I giornali vendono sempre meno, ma l’informazione resta dominata dalle grandi reti televisive e da chi controlla internet, sia i siti più seguiti sia i social. Le televisioni, anche quelle di orientamenti politici opposti (in America per esempio CNN e Fox News, ferocemente opposte fra loro), sono entrambe controllate dalla grande ricchezza. E non è certo un caso che uno degli uomini più ricchi del mondo abbia appena comprato uno dei social più diffusi. Chi controlla televisioni, social e giornali mantiene un grande potere sull’opinione pubblica, e chi ha molta ricchezza ci tiene molto a controllare televisioni, internet, e, anche se vende meno, la carta stampata. Devo davvero ricordarti quale famiglia italiana ha voluto per decenni mantenere il controllo della Stampa, su cui ha pubblicato (oltre che su Huffpost) il tuo commento alla mia intervista? Non lo ha certo fatto per beneficenza, quella famiglia…”

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