Quotidiano on-line ®

32.1 C
Rome
martedì, Luglio 5, 2022

Il record di Mario Adinolfi: nemmeno 1 voto come candidato sindaco di Ventotene

Un vero e proprio record quello di Mario Adinolfi, che riesce nell’impresa di non farsi votare da nessuno a Ventotene, comune per il quale si era candidato a sindaco.

Il record di Mario Adinolfi

Mario Adinolfi trova sempre il modo di incidere nella discussione politica, ma al contrario: le sue imprese donchisciottesche marchiate di buone intenzioni, proclami e accompagnate dalla fluente eloquenza dell’ex blogger, oggi leader e fondatore del Partito della Famiglia, finiscono sempre in un nulla di fatto, ma mai banalmente.

Si conferma anche in questo caso con quella che è da considerarsi una debacle da record: dei 507 votanti per il Comune di Ventotene, nessuno ha espresso preferenze per Adinolfi, che si era candidato a sindaco dell’isola.

È stato eletto primo cittadino Carmine Caputo, della lista “Insieme per Ventotene”, con 274 voti, pari al 55,02% delle preferenze.  Staccato di poco il secondo arrivato, Gerardo Santomauro, della lista “Uniti per il bene di Ventotene”: ha raccolto 223 voti, al 44,78%. Un solo voto per Luca Vittori del Partito Gay. I votanti sono stati il 73,91% dei 686 elettori.

Un tonfo che Adinolfi commenta così dalle sue pagine social: “A Ventotene lo scontro tra bande rende impraticabile lo spazio democratico”, ha scritto su Twitter. “Un voto al partito gay – ha aggiunto – nessun voto al Popolo della Famiglia, 500 voti alle due bande. Brutto segnale di controllo del voto, ma in alcune piccole realtà funziona così. Insisteremo perché l’isola cambi”.

 

Con un secondo Tweet ha provato ad ammorbidire i toni e a buttarla sull’ironico: “Niente, a Ventotene non mi ha votato neanche il mio cane. Ho provato a forzare modalità paramafiose del voto nei piccoli centri meridionali. Ho perso. La democrazia funziona anche così. Ma mi ricandiderò a Ventotene e la cambierò, perché il cambiamento è necessario come l’aria”.

 

La chiusura di Adinolfi però è più seria e lancia accuse pesanti al sistema politico nella piccola isola e, a parte le ironie, forse qualche riflessione andrebbe fatta:

“Giornalisticamente si pensa che la notizia sia Adinolfi, ma io ho ancora una volta evidenziato un problema della democrazia di questo Paese. L’ho fatto in un piccolo centro che ha il problema del controllo militare del votoabbiamo provato a spezzarlo da due fronti opposti, il risultato è stato che la guerra tra bande ha vinto. Per carità, vince la democrazia, che però ha questo tipo di contorno. Ripeto, fossi oggi un giornalista un po’ più accorto andrei a vedere il curriculum di Caputo piuttosto che giocare sulle zero preferenze. C’è qualcosa in quella democrazia che non funziona e si chiama controllo del voto”.

Leggi anche

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli