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È bastato un errore di aggiornamento di sistema veicolato dal quasi monopolio globale di Microsoft, per gettare nel caos assoluto trasporti, banche, ospedali, media. Forse, oltre a rassicurare dicendo ai 4 venti che non si trattava di hackeraggio, qualche riflessione andrebbe fatta.
Il bug informatico di CrowdStrike
Venerdì 19 luglio il mondo è stato colpito da un grave bug informatico che ha paralizzato numerosi servizi essenziali, dal trasporto alla sanità, fino ai media, evidenziando la fragilità delle infrastrutture digitali su scala globale.
L’aggiornamento incriminato ha causato la temutissima “schermata blu” su innumerevoli sistemi utilizzati da ospedali, compagnie aeree, banche e altri servizi essenziali, causando un blocco temporaneo delle loro attività. Solo i dispositivi Windows sono stati vittime del problema.
Sebbene la situazione sia stata risolta in buona parte entro il pomeriggio di venerdì, Microsoft e CrowdStrike stanno ancora affrontando le conseguenze dell’incidente.
Questo bug, causato da un errore nell’aggiornamento del software Falcon di CrowdStrike, ha avuto effetti devastanti, bloccando computer e servizi essenziali in vari settori.
Gli aeroporti sono stati tra i luoghi più colpiti, con migliaia di voli cancellati o ritardati. Solo a Fiumicino sono stati cancellati cinquanta voli, mentre globalmente il numero ha raggiunto i 6.855, rappresentando il 3.9% del traffico aereo mondiale.
Negli Stati Uniti, il caos ha portato alla cancellazione di 500 voli già nel primo pomeriggio di venerdì, con turisti costretti a spendere migliaia di euro per cercare alternative di viaggio.
Nel Regno Unito, il National Health Service (NHS) è stato duramente colpito, con appuntamenti e interventi chirurgici cancellati. Anche i servizi di emergenza hanno subito disagi, con il 911 fuori uso in tre Stati americani.
Questa crisi ha richiesto riunioni di emergenza a livello governativo sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, per gestire la sicurezza nazionale.
Il bug ha avuto un impatto significativo anche sul settore finanziario. Le borse di Londra e Wall Street hanno registrato perdite, con le azioni di Microsoft e CrowdStrike in calo rispettivamente del 1.9% e del 15%.
I servizi bancari, come quelli di JPMorganChase, hanno lavorato alacremente per ripristinare la piena operatività dei loro sistemi.
Le difficoltà non hanno risparmiato nemmeno i media, con Sky News e altre grandi compagnie mediatiche che hanno faticato a rimanere operative durante il blackout informatico. Questo ha sollevato preoccupazioni su possibili attacchi cyber, con autorità come il dipartimento per i Servizi finanziari di New York che hanno allertato contro potenziali minacce.
Reazioni e Preoccupazioni
Elon Musk ha definito l’incidente “il più grande fallimento informatico di tutti i tempi”, sottolineando l’ampiezza delle conseguenze sulla popolazione globale. Il CEO di CrowdStrike, George Kurtz, ha espresso il suo rammarico per i disagi causati, ribadendo che si è trattato di un errore non intenzionale.
Fin dai primi momenti del blackout informatico la prima preoccupazione è stata quella di assicurare un mondo allarmato che non si trattava di un attacco cyber, ma di un ‘semplice errore’.
Ma questo è ancor più grave da un certo punto di vista e rappresenta un monito sulla vulnerabilità delle infrastrutture digitali e su quanto un errore non ‘malintenzionato’ possa causare danni enormi. Pensiamo cosa potrebbe combinare un ‘bug malintenzionato’.

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