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martedì, Luglio 5, 2022

Governo, ipotesi rimpasto e l’incognita Berlusconi

Aria di rimpasto nel Governo, dopo il Quirinale, ma il Cavaliere ostacola l’apertura delle trattative tra i due schieramenti.

Governo, ipotesi rimpasto

Continuano serrate le trattative tra i vari schieramenti in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica. L’ipotesi su cui si lavora nei contatti di queste ore, è ancora quella che fa perno sul presidente del consiglio: Mario Draghi al Quirinale, con un governo che ne continui il lavoro a Palazzo Chigi.

In caso di elezione al Colle, Draghi avrebbe dato garanzie solo per un governo presieduto dal ministro dell’Economia Daniele Franco. Una proposta che viene giudicata irricevibile nelle segreterie, a meno che non si trovi un accordo per un rimpasto che porti all’ingresso dei leader di partito nell’esecutivo.

Matteo Salvini ha proposto un Governo degli “assi di briscola”, intendendo coinvolgere i segretari – “le energie migliori dei partiti” – accanto a Draghi. Il Pd non ne vuol neppure sentire parlare: “Salvini tira la palla in tribuna, con proposte improbabili per coprire lo stallo nel centrodestra”. Draghi, nelle intenzioni dem, dovrebbe salire al Colle e non restare a palazzo Chigi, come vorrebbe il leghista.Ma per qualsiasi trattativa la precondizione di Letta è che il centrodestra deve escludere Berlusconi da qualsiasi ipotesi per il Quirinale.

Ma il Cavaliere è ancora convinto di potercela fare e allora si attende il vertice  di venerdì per risolvere lo stallo, in un senso o nell’altro.  Non è un mistero che nei partiti del centrodestra cova una fronda poco convinta di votare Berlusconi. Lo stesso capogruppo leghista Riccardo Molinari ha ipotizzava apertamente un piano B che prescindada Berlusconi.

Ma se non si spuntasse nulla da quella parte, non resterebbe che l’estrema ratio dei franchi tiratori nel voto segreto.

Resta sempre aperta la strada di un accordo tra i partiti sull’impossibilità di raggiungere un’intesa, un gettare la palla in tribuna e attendere le nuove elezioni con la scadenza naturale della legislatura a fare da sfondo.

In quel caso scatterebbe la richiesta di un Mattarella bis, che potrebbe accettare in extremis come nel caso di Napolitano, ma a determinate condizioni anche temporali. Un mandato ridotto per poi dimettersi.

Nessun accordo Mattarella convoca Draghi

 

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