Giuseppe Conte è in piena bagarre elettorale e fa sentire la sua voce, prima nel consueto appuntamento tv su La7 del mercoledì, ospite dell’approfondimento condotto da Paolo Celata, e poi in un’intervista ad Avvenire in cui delinea i contorni della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle.
Al quotidiano cattolico l’ex avvocato del popolo parla degli scenari internazionali: “Noi siamo nel campo giusto, dove i valori euro-atlantici e progressisti incontrano i capisaldi della storia a 5 stelle: transizione ecologica ed energetica, progressività fiscale, lotta al precariato, inclusione sociale. Non ci troverete in ammucchiate dell’ultimo minuto o in cartelli elettorali nati nei palazzi. L’agenda del M5s parte dalle urgenze dei cittadini e guarda a quel 2050 presente nel simbolo”.
Per poi aggiungere: “Le parole pace, negoziato, diplomazia sono sparite dal dibattito pubblico. Mi chiedo: ci siamo rassegnati all’ineluttabilità della guerra? Quando il M5s ha posto obiezioni, metteva in guardia proprio da questo: guerra chiama guerra. Ricordo le parole del direttore Tarquinio quando scrisse che «tutte le guerre hanno ragioni, ma solo la pace ha ragione»: vorrei fosse una posizione condivisa con forza da tanti. Una politica al passo con i tempi aprirebbe oggi un dibattito sulla necessaria fine della corsa agli armamenti, non solo in Ucraina”.
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