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lunedì, Luglio 4, 2022

Ciao ciao gas: Gazprom riduce i rifornimenti all’Italia senza dare spiegazioni. E il prezzo sale…

Gazprom annuncia una riduzione del 15% dei flussi verso l’Italia. Cingolani: “Nessuna criticità“. Eni: “Le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate”. La Ue: “Al momento nessun rischio su forniture energetiche”

Dalla Russia meno gas per l’Italia. Gazprom, ridotti gli approvvigionamenti

Nuovo capitolo nel teatrino del braccio di ferro tra Mosca e l’Europa sulle forniture energetiche che arriva a toccare l’Italia.

Sulla Piattaforma di infomazioni privilegiate (pip) per il monitoraggio Remit del Gestore dei mercati energetici si legge oggi: Eni ha ricevuto comunicazione di una limitata riduzione dei flussi dal proprio fornitore russo relativamente all’approvvigionamento gas verso l’Italia. Eni continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e comunicherà eventuali aggiornamenti”.

Da ENI la conferma

“Eni conferma che Gazprom ha comunicato una limitata riduzione delle forniture di gas per la giornata di oggi, pari a circa il 15%. Le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate”. Questo quanto riferisce un portavoce della società. “Eni sta costantemente monitorando la situazione”.

La prima reazione di Cingolani

In relazione alle notizie di una riduzione di forniture di gas russo, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani comunica che “l’andamento dei flussi di gas è costantemente monitorato in collaborazione con gli operatori” e che “al momento non si riscontrano criticità”.

Rialzo dei prezzi

Ieri, Gazprom aveva annunciato una riduzione del 40% dei flussi verso la Germania attraverso il Nord Stream, lamentando la mancanza di forniture da parte di Siemens di materiale per i compressori. Una “decisione politica“, ha chiarito oggi il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck. La mossa di tagliare le consegne, che Gazprom attribuisce alla “riparazione” delle unità di compressione, secondo il ministro tedesco “non è stata una decisione tecnicamente giustificabile”.

Intanto il prezzo della materia prima in Europa è in rialzo. All’hub olandese di riferimento Ttf, il contratto del gas naturale è scambiato a 99,39 euro al megawattora, in crescita del 2,45% a metà mattina.

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