Alla ex-Embraco 4 anni di lotte in fumo: finisce la cassa integrazione, lunedì lettere di licenziamento.
Cala il sipario sulla ex-Embraco
Finisce male per i lavoratori la vicenda dell’ex Embraco, la fabbrica Whirlpool di compressori per frigoriferi di Riva di Chieri, in provincia di Torino.
Per i 377 dipendenti ancora in forza all’azienda, protagonisti per quattro anni di tante battaglie e manifestazioni – dal Festival di Sanremo al Giro d’Italia dall’incontro con papa Francesco a Bruxelles – è finita ieri la cassa integrazione e resta soltanto la Naspi, l’indennità di licenziamento.
Lunedì sono previsto un incontro presso l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte in cui il mancato accordo sindacale sui licenziamenti verrà sancito in modo da consentire alla curatela fallimentare di inviare le lettere per certificare la fine del rapporto di lavoro e consentire ai lavoratori di presentare la domanda di Naspi.
Nel mentre gli operai dovranno anche scegliere se firmare l’accordo per il fondo Escrow che Whirlpool ha lasciato per sanare i debiti e chiudere ogni contenzioso: vuol dire per ogni lavoratore circa 7.000 euro lordi e la rinuncia a ogni rivendicazione. Ma perché sia valido deve essere firmato almeno dal 90% e, al momento, non risulta probabile che questo accada.

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