Il capo della diplomazia Ue Josep Borrell, accusato di colonialismo dopo l’assurdo discorso pronunciato all’inaugurazione dell’Accademia diplomatica europea.
Josep Borrell: “Noi un giardino, il resto del mondo una giungla”:
Josep Borrell, attuale Alto rappresentante Ue per la Politica estera è intervenuto all’inaugurazione del nuovo programma di studi dell’Accademia diplomatica europea.
Nel suo discorso si è rivolto direttamente a Federica Mogherini, rettrice del College of Europe nonché sua predecessora e, dopo le frasi di rito introduttive, dai toni leggeri, si è poi lanciato in un panegirico imbarazzante:
“L’Europa è un giardino” nel quale “tutto funziona”. “È la migliore combinazione di libertà politica, prosperità economica e coesione sociale che l’umanità è stata in grado di costruire”, ha detto Borrell. “Il resto del mondo non è esattamente un giardino. La maggior parte del resto del mondo è una giungla e la giungla potrebbe invadere il giardino”, ha aggiunto l’Alto rappresentante.
“I giardinieri dovrebbero occuparsene, ma non proteggeranno il giardino costruendo muri”. “Un bel giardinetto circondato da alte mura per impedire l’ingresso della giungla non sarà una soluzione perché la giungla ha una forte capacità di crescita e il muro non sarà mai abbastanza alto per proteggere il giardino”, ha avvertito con parole che sembrano una nemmeno troppo velata minaccia.
“I giardinieri devono andare nella giungla”. E dunque “gli europei devono essere molto più coinvolti con il resto del mondo” altrimenti quest’ultimo “ci invaderà, in modi e mezzi diversi”.
Un discorso imbarazzante. Il riferimento alla giungla si adatta bene con la mentalità colonialista di Rudyard Kipling ed è profondamente offensivo per il resto del mondo. Difatti gli Emirati Arabi Uniti hanno convocato lunedì il capo missione ad interim presso la delegazione dell’UE negli Emirati Arabi Uniti, chiedendo spiegazioni su quelli che secondo loro erano commenti razzisti.
Il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha affermato che le osservazioni sono “inappropriate e discriminatorie” e “contribuiscono a un peggioramento del clima di intolleranza e discriminazione in tutto il mondo“, ha riferito l’agenzia di stampa statale degli Emirati Arabi Uniti.
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