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Negli ultimi anni, con gli equilibri geopolitici entrati in profonda crisi, il sistema mediatico a supporto delle rispettive “narrazioni” – quella che un tempo più semplicemente chiamavamo propaganda – ha sfornato una serie di ‘chicche’ sorprendenti. Eppure ogni volta riescono a superarsi. L’ultimo caso ci viene suggerito dal professor Francesco Dall’Aglio, ottento osservatore delle dinamiche sul fronte russo-ucraino, che dal suo canale Telegram segnala un articolo che emrita attenzione. Scrive il professore:
“Per motivi che mi sfuggono George Allison è un giornalista, che riceve dal Daily Telegraph (meglio noto come Telegraph), per motivi che altrettanto mi sfuggono, denaro in cambio non del suo silenzio, come sarebbe giusto, ma dei suoi articoli. E l’ultimo è davvero prodigioso. Sarebbe difficile per la Cina occupare Taiwan, che ha alle spalle “i possenti Stati Uniti”, mentre sarebbe estremamente facile occupare la Siberia, ed è in quella direzione che il governo cinese dovrebbe muoversi.”
Avete letto bene. Siamo di fronte a una nuovo genere di giornalismo, quello in cui si fanno analisi sui “sogni” dei propri referenti politici. E così nell’articolo di Allison possiamo leggere autentiche perle, a cominciare dal titolo:
Telegraph: “Forse non ci sarà mai un momento migliore per la Cina per attaccare la Russia”
All’interno dell’analisi (!) possiamo poi leggere:
Se la Cina è realmente interessata a rivendicare territori, perché non concentrarsi sui territori ceduti alla Russia nel XIX secolo, anziché su Taiwan?
La Cina probabilmente non è ancora pronta a organizzare una complessa invasione via aria-mare di Taiwan, con i potenti USA alle spalle. Ma non avrebbe reali difficoltà a fare un’invasione via terra in Russia.
Questa regione è stata a lungo contesa tra Russia e Cina, con lamentele che risalgono al XIX secolo, quando la dinastia Qing cedette ampie fasce di terra alla Russia dopo la seconda guerra dell’oppio. Nonostante il passare del tempo e diversi trattati, molti nazionalisti cinesi vedono ancora questo territorio, tra cui Vladivostok, il passaggio della Russia verso il Pacifico, come una terra ingiustamente sottratta alla Cina.
La Cina ha aumentato il suo esercito su una scala che la Russia semplicemente non può eguagliare. La People’s Liberation Army Ground Force, con circa 965.000 effettivi in servizio attivo, è significativamente più grande delle forze di terra russe, che hanno circa 550.000 effettivi in servizio attivo. E le forze aeree/terrestri russe sono quasi totalmente impegnate in Ucraina.
Con lo stesso modo potremmo suggerire all’Iran di attaccare l’Afghanistan che non ha dietro i possenti stati Uniti e Israele, o alla Corea del Nord di invadere il Laos invece che la Corea del Sud. E perchè no, l’Italia potrebbe tornare a reclamare Fiume e la Dalmazia!

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