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Rovelli: “Gli USA inviano portaerei di sostegno, armi e munizioni a non finire, e ora perfino uomini per “difendere” Israele, cioè garantirne l’impunità, qualunque efferato crimine il governo Israeliano continui a commettere.”
Carlo Rovelli: “Israele braccio armato degli USA”
Carlo Rovelli, fisico, saggista e divulgatore scientifico, finito più volte negli ultimi due anni nel tritacarne mediatico delle polemiche per le sue posizioni pacifiste (che onta!), torna a tuonare dalle sue pagine social contro i doppi standard occidentali, in particolare contro l’ipocrisia deli Stati Uniti, che sarebbero il deus exa machina dietro i massacri israeliani in Medio Oriente.
Scrive Rovelli: “Facevo fatica a capire lo strano fatto che nonostante i ripetuti inviti a fermarsi gli Stati Uniti “non riescano” a tenere a freno Israele. Ma forse qualcosa si chiarisca ricordando gli eventi degli anni 60 e 70 in Indonesia. Una dittatura brutale che ha massacrato milioni di persone.
Il mondo, compresi gli Stati Uniti, si indignava, condannava, e chiedeva di smettere. Ma di nascosto, ora si sa, gli Stati Uniti sostenevano il massacro, forse il più violento della seconda metà del secolo scorso, perché conveniva alla loro geopolitica.”
E spiega: “Le armi americane venivano inviate in Indonesia, in maniera indiretta, perché fosse meno palese. Venivano inviate in Indonesia via Israele. Oggi il governo di Israele è solo un braccio armato dell’impero.”
Continua Rovelli: “Gli inviti a fermarsi sono una facciata, e molto ipocrita: se gli USA volessero davvero fermare Israele basterebbe una telefonata o la minaccia di diminuire le forniture di armi. Invece inviano portaerei di sostegno, armi e munizioni a non finire, e ora perfino uomini per “difendere” Israele, cioè garantirne l’impunità, qualunque efferato crimine il governo Israeliano continui a commettere.”
E ancora: “Come giustamente ha recentemente ribadito Netanyahu con insistenza, parlando al senato americano, – Noi (Israele) combattiamo per i vostri (USA) interessi”. Il lavoro sporco gli Americani cercano di farlo fare ad altri. Poi provano a salvare la faccia con inviti a “non esagerare.-“
E in conclusione: “Morti e distruzione, intanto, continuano a crescere. E la “colpa” da una parte e dall’altra, è sempre assegnata alla parte opposta, in una spirale di stupide accuse reciproche che ricorda i litigi dei bambini degli elementari e sprofonda nel passato.
A fermarsi davvero, e cercare riconoscimento dei problemi altrui, non ci pensa nessuno. Anzi, si soffia sul fuoco, per meglio -sconfiggere i nemici- …”

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