A più di vent’anni dall’11 settembre, il report di Airwars prende in considerazione quasi 100 mila bombardamenti Usa, dall’Afghanistan all’Iraq: “Uccisi almeno 22 mila civili“.
I bombardamenti Usa dopo l’11 settembre hanno ucciso almeno 22mila vittime civili
Mentre tutto il mondo commemora il ventunesimo anniversario dell’attacco alle Torri gemelle, ricordiamo l’analisi pubblicata da Airwars, l’organizzazione che si occupa di monitorare i danni sulla popolazione di attacchi da aerei e droni, divulgata dal Guardian, rivela che i bombardamenti americani hanno provocato la morte di almeno 22 mila civili ma che il bilancio potrebbe salire fino a 48 mila vittime.
Lo studio prende in considerazione quasi 100 mila attacchi dal 2001 effettuati dopo l’11 settembre dichiarati dall’esercito statunitense.

L’Airwars ha stimato che “le azioni statunitensi hanno ucciso probabilmente almeno 22.679 civili, per un massimo potenziale di 48.308“. Gli attacchi presi in considerazione sono 91.340 e riguardano quelli in Afghanistan mirati a colpire al Qaeda, quelli contro l’Isis (Iraq 2014-2021, Siria 2014-2021 e Libia 2016) e quelli contro i gruppi terroristici e militanti portati avanti in Yemen (2002-2021), Somalia (2007-2021), Pakistan (2004-2018) e Libia (2014-2019).
L’anno peggiore risulta essere il 2017, con 19.623 morti, quasi tutti nei bombardamenti contro lo Stato Islamico.
Il Comando centrale del Pentagono ha risposto all’analisi dichiarando di non essere in possesso di dati ufficiali sulle uccisioni. Il bilancio totale delle vittime civili uccise da tutte le parti in guerra è di 387 mila.
I soldati americani che hanno perso la vita in vent’anni di servizio sono oltre 7 mila.
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