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Dopo l’attacco ucraino a Sebastopoli con missili ATACMS e bombe a grappolo forniti e coordinati dagli Stati Uniti, la Russia accusa Washington e minaccia ritorsioni. Perplessità per il silenzio del governo italiano e delle opposizioni, visto che per i missili guidati dell’intelligence statunitense, c’è di mezzo la base militare di Sigonella.
Attacco a Sebastopoli, la Russia accusa gli USA
Nel pomeriggio di domenica 23 giugno, le forze armate ucraine hanno attaccato Sebastopoli con missili ATACMS (e bombe a grappolo) forniti e coordinati dagli Stati Uniti. Il colpo principale è caduto sulla spiaggia di Uchkuevka.
Il bilancio delle vittime dell’attacco è di cinque persone: due adulti e tre bambini sono rimasti vittime dell’attacco terroristico. Altri cinque bambini sono in terapia intensiva. Lo ha annunciato il governatore Mikhail Razvozhaev.
“A seguito dell’attacco terroristico del regime di Kiev contro la città di Sebastopoli, avvenuto d’estate durante una giornata di vacanza con il bel tempo, mentre la gente si rilassava sulla spiaggia, con munizioni a grappolo di fabbricazione statunitense, purtroppo attualmente abbiamo 124 vittime, compresi tre bambini e due adulti morti”, ha reso noto.
Duro il comunicato del ministero della Difesa russo in cui si punta il dito contro gli USA: “Tutte le assegnazioni di volo dei missili tattici operativi statunitensi ATACMS sono inserite da specialisti USA sulla base dei dati di intelligence satellitare degli Stati Uniti”, spiega l’agenzia. “Pertanto, la responsabilità dell’attacco missilistico deliberato contro la popolazione civile di Sebastopoli è principalmente di Washington, che ha fornito queste armi all’Ucraina, e del regime di Kiev, dal cui territorio è stato lanciato l’attacco”. La conclusione è un avvertimento: “Queste azioni non rimarranno senza risposta”.
Quando il governo italiano parlerà di Sigonella?
Non è una sorpresa ma suscita sempre più perplessità il silenzio del governo italiano e delle opposizioni, perché nel contesto di un’azione bellica in cui volano missili Usa programmati e guidati dell’intelligence statunitense, c’è di mezzo la base militare di Sigonella.
Questo è il segreto di Pulcinella: è ormai noto che da Sigonella partono i droni e i velivoli che acquisiscono informazioni e volano principalmente nella zona interessata dai bombardamenti. Più volte sono stati tracciati prima di spegnere i transponder.
Eppure nessuno dei partiti presenti nel Parlamento italiano ha chiesto spiegazioni a Giorgia Meloni, Antonio Tajani, e Guido Crosetto di quello che avviene anche sul nostro territorio e che è da considerare una forma di escalation che ci riguarda direttamente.
Chi può garantire – e in base a cosa – che qualora dovesse precipitare la situazione la base militare di Sigonella non sia coinvolta? Un impianto militare considerato un pericolo per la parte avversa, come possiamo non considerarlo un obiettivo prioritario in caso di rappresaglia?
Non vogliamo fare allarmismo o terrorismo psicologico, ma nessuno sembra voler affrontare l’argomento perchè significherebbe mettere in dubbio tutta la linea politica della classe politica italiana che – di fatto – è esautorata da ogni decisione in politica estera. Si limita a prendere nota di ciò che è deciso a Washington.
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