“La candidatura di Cottarelli conferma che il PD e il centrosinistra continuano imperterriti sulla strada delle politiche antipopolari che hanno condiviso con il centrodestra,” commenta Maurizio Acerbo, Segretario nazionale di Rifondazione comunista e tra i fondatori dell’Unione Popolare.
Se Cottarelli rappresenta la sinistra, Calenda è Che Guevara
Letta e Bonino annunciano trionfalmente la candidatura del pensionato d’oro a 59 anni Carlo Cottarelli. L’economista del Fondo Monetario Internazionale, soprannominato mister forbici, sostenitore della legge Fornero e del Jobs Act, dei vincoli di bilancio e dei tagli della spesa pubblica, sarebbe la «punta di diamante» e la «perfetta sintesi» secondo Letta.
Uno che ha proposto persino l’aumento dei biglietti del trasporto pubblico locale garantirebbe la prosecuzione dell’agenda Draghi, quella che dalla letterina del 2011 ha comportato tagli enormi alla sanità e allo stato sociale.
Cottarelli ha curato un libro con l’ultraliberista Alessandro De Nicola, I dieci comandamenti dell’economia italiana, in cui tra le tante perle si propone la sostanziale liquidazione del servizio sanitario italiano con federalismo fiscale, modello lombardo e assicurazioni.
Tra le recenti uscite di Cottarelli ricordo quella sugli insegnanti che secondo l’economista non sarebbero pochi nonostante le classi pollaio.
Cottarelli era commissario alla spending review del governo Letta, quello che ha superato ogni record di tagli della sanità. Cottarelli, ampiamente sponsorizzato dai media, impersona il tipico economista che presenta come tecniche le politiche neoliberiste, il rigore di bilancio e l’austerità cioè le scelte che favoriscono i «mercati» e le rendite.
La candidatura di Cottarelli conferma che il PD e il centrosinistra continuano imperterriti sulla strada delle politiche antipopolari che hanno condiviso con il centrodestra.
Non a caso Cottarelli incassa il plauso di Calenda. E’ una garanzia di una politica che penalizza da anni lavoratori e classi popolari. Cottarelli è la perfetta sintesi della politica che ha cancellato l’articolo 18.
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop

Leggi anche
- Le destre in guerra: libero commercio e moralismo confessionale
- De Magistris a tutto campo: contro Draghi, PD e destre, serve una rivoluzione etica e culturale
- Come rispondere quando ti dicono: “Se non ti piace l’Occidente perchè non te ne vai in Russia (o Cina, etc etc)”
- Gli equilibri che cambiano: il Pacifico nuovo cuore geopolitico mondiale
- “Dopo Draghi c’è solo Draghi”: la libidine autoritaria del Corriere
- Jeffrey D. Sachs: “L’Ucraina è l’ultimo disastro neocon”
- La politica tra Jus Scholae e Fantabosco
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti














