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Il popolo palestinese subisce da decenni l’occupazione illegale dei suoi territori. Gaza é una prigione a cielo aperto. Negli ultimi mesi i palestinesi sono stati vittime di uccisioni, raid, deportazioni dalle loro case da parte di Israele, senza che si alzasse una parola di condanna da parte dei sepolcri imbiancati che ora condannano gli attacchi di Hamas.
“L’aggressore è Israele”
Noi condanniamo tutti gli attacchi contro i civili. Che siano da parte di Hamas o del governo Israeliano. Ma esiste un aggressore, Israele, e un aggredito, il popolo palestinese.
Esiste uno stato che pratica l’apartheid, occupa territori altrui, viola il diritto internazionale impunemente. Ed esiste un popolo che resiste e lotta per veder riconosciuti i suoi diritti.
Esiste una comunità internazionale , in primis gli Usa e la UE, muta e complice nei confronti dei crimini israeliani, che hanno avvalla da anni le continue prepotenze del governo israeliano.
Il popolo palestinese subisce da decenni un’occupazione militare illegale da parte di Israele.
Nell’ultimo anno 200 palestinesi sono morti.
Non simpatizziamo per un partito religioso e reazionario come Hamas ma va detto che non può essere qualificata come terrorismo la resistenza palestinese.
Quella palestinese è resistenza come e più di quella ucraina. Però in questo caso l’Occidente arma e finanzia la potenza occupante.
Noi non chiediamo che USA e NATO inviino armi ai palestinesi ma almeno che smettano di mandarle a Israele.
Solo la fine dell’occupazione illegale israeliana può porre fine a un conflitto che dura da decenni.
Troviamo ipocrita che oggi tutta la politica italiana esprima solidarietà a Israele e a un governo fascista contestato persino dai suoi cittadini.
Noi piangiamo tutte le vittime civili, ma la solidarietà va al popolo palestinese e a chi in Israele si batte per la fine dell’occupazione e dell’apartheid.
Bisogna fermare questo interminabile massacro e costruire la pace sul rispetto dei diritti e della sicurezza dei popoli.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento di Unione Popolare

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