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mercoledì 19 Gennaio 2022
LifestyleG20, energia verde, clima e...alimenti: esplodono le scelte veg nei supermarket

G20, energia verde, clima e…alimenti: esplodono le scelte veg nei supermarket

Dalla carne ai prodotti veg nei supermarket, aumenta la consapevolezza, i mercati si adeguano e intanto al G20 si lotta per un mondo a zero emissioni nel 2050.

Dal G20 alle scelte veg nei supermarket

Cambio di stagione. Rinnovo del guardaroba. Via dagli armadi i vestiti che non si usano più (riciclandoli, magari).

A rinnovarsi sono anche gli scaffali dei supermercati, che dedicano sempre più spazio ai prodotti di origine vegetale.

È un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati, quella che vede la conquista da parte del mondo green di spazi che crescono esponenzialmente.

 

Due giorni fa il mondo ha celebrato il “world vegan day” che ha aperto il sipario al mese vegan e un pubblico sempre più vasto si affaccia a questo mondo fino a pochi decenni fa considerato astruso ed enigmatico.

Se ai tempi delle nostre nonne, rifiutare una bistecca fumante o una fetta di arrosto era praticamente un oltraggio alla Bibbia della cucina di una volta, oggi anche nei supermercati un’area sempre più vasta viene riservata a piccoli “templi del bio”, nei quali è possibile trovare validissime alternative ai prodotti di origine animale.

I dati parlano chiaro: scende la carne, sale il vegetale

Le ragioni che hanno spinto un gran numero di persone ad avvicinarsi a questo colorato mondo vegan o vegetariano, è da ricercarsi in varie ragioni, da quelle etiche ed ambientalistiche fino a quelle salutistiche.

Si può dire che questa corrente che soffia in direzione opposta rispetto alle vecchie tendenze, è decisamente recente: se infatti dal 1950 al 2000 la FAO aveva registrato un incremento del consumo di carne da 45 milioni di tonnellate l’anno a ben 233 milioni, il vero crollo dei dati relativi al consumo di tale alimento è avvenuto nel 2021, registrando il -38% rispetto al 2019.

E come prevedibile, il mercato si è adeguato al nuovo “trend”.

Impossibile non scorgere nei supermercati i reparti dedicati che esibiscono prodotti sempre più appetibili e sofisticati: polpette, burger, zuppe, particolari salse realizzate con quinoa, bulgur, soia, tofu e tutte le possibili e immaginabili combinazioni di verdure e con loro, le promozioni in bella vista sui volantini che nell’ultimo anno, sono esplose in una crescita del 182%.

Notizie sicuramente positive per i vegani, il cui numero stimato in Italia ammonta a ben 1 milione 500 mila, cifra abbastanza stabile nel tempo che denota una coerenza di chi decide di abbracciare questa filosofia di vita senza soluzione di continuità nel tempo.

Non solo vegani: il nuovo trend coinvolge quasi tutti

Queste nuove gustose e salutari alternative al cibo di origine animale, sono condivise anche da altri target: quello dei “reducetariani” ad esempio, ovvero tutti coloro che non si riconoscono in una determinata categoria ma che, consapevolmente, hanno deciso di limitare il consumo di proteine animali e scegliere valide alternative vegetali.

E ancora i “climatariani”, che sono guidati nei loro acquisti alimentari da scelte che possano contribuire alla sostenibilità.

Mondo “Veg”: secondo le statistiche, un business in rapida crescita

Secondo i dati dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, il 9% di tutte le vendite degli alimenti confezionati è occupato da un insieme di prodotti che comprende quelli veg, quelli per esigenze nutrizionali particolari e include anche gli alimenti halal e kosher.

La scelta “veg” (che include sia i prodotti vegani che vegetariani)  rappresenta il 5,4% a valore sul totale delle vendite e il 5,1% per numerosità di prodotti.

Anche il settore bio si ritaglia uno spazio di tutto rispetto: l’aumento delle vendite di prodotti organic è infatti aumentato del 3.3% rispetto allo scorso anno.

Tradotto in “soldoni” appunto, parliamo di un business che supera i 3 miliardi di euro.

Possiamo tranquillamente affermare che questo nuovo trend capovolge una strategia di mercato da sempre improntata sulla vendita di tutti i prodotti della filiera della carne.

Nel triste gioco che in passato schiacciava virtuosi del bio, vegani e vegetariani, etichettandoli come fanatici o eccentrici, per la prima volta sembra proprio che la svolta non sia più un miraggio.

2030, 2040, 2050…assisteremo mai a un mondo senza emissioni?

 

E mentre il mondo reale sembra aver compreso che non possiamo più perdere tempo dinanzi alla crisi climatica mondiale, spingendo un’economia sostenibile e innovativa piuttosto che tradizionale, ci sono paesi come l’India, la Cina e la Russia che continuano a fare orecchie da mercante, pensando che piuttosto che investire in tempi rapidi per invertire i propri processi produttivi fermando il carbone, la soluzione sia quella spostare l’asticella in avanti, disattendendo le promesse per un mondo senza emissioni nel 2050. Questa almeno è la risposta che emerge dal summit G20 di Roma appena conclusosi.

Hugo Chavez aveva espresso il concetto con lucidità: “se il mondo fosse una banca, i paesi ricchi l’avrebbero già salvato”.

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Ilaria Lazzara
Web Content Writer e traduttrice, collabora stabilmente con società italiane ed estere. Amante dell’ecosostenibilità, è accanita sostenitrice della cosmesi e dell’alimentazione BIO, di pari passo con l’amore immenso che nutre per gli animali.

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