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mercoledì, Agosto 17, 2022

Ci ha lasciati Virgil Abloh, il visionario stilista di Louis Vuitton

Una notizia tristissima che mi ha lasciato senza parole quella di ieri sera. Perchè Virgil Abloh era troppo giovane per andarsene a 41 anni, troppo importante per l’industria del settore lusso della moda, da sempre intrisa di tradizione.

Virgil Abloh e’ stato un visionario che rompe gli schemi, portando lo streetwear ai massimi livelli del mercato del lusso, essendo lui stesso il primo designer nero a dirigere una Maison dell’alta moda come Louis Vuitton.

Ci ha lasciati Virgil Abloh, che ha perso la sua battaglia privata col cancro. Una forma rara e aggressiva, l’angiosarcoma cardiaco, che combatteva sin dal 2019.

Oltre ad essere un visionario, un designer geniale era anche un marito devoto e un padre di due figli. Bernard Arnault capo di LVMH lo ha descritto come -”un uomo da un’anima bella e di estrema saggezza”

Laureato in Architettura, si è inserito nell’industria della moda internazionale con uno stage da Fendi, insieme al rapper e amico Kanye West, con il quale inizia una collaborazione artistica che lo porta a fondare il marchio italiano Off-White. e diventare poi, nel 2018, direttore artistico menswear di Louis Vuitton.

Il Times lo inserisce tra le 100 persone più influenti al mondo, per aver completamente capovolte le regole del mondo della moda, inserendo il concetto di “streetwear” in modo trasformativo.

Abloh ha anche reinventato il ruolo di “direttore creativo”. Nel 2018 disse “non sono un Designer” ma gli viene riconosciuto di avere cambiato questo ruolo iniettandolo di ethos, introducendo non solo l’estetica dello streetwear, ma anche il mondo della musica black, l’hip-hop, il senso di comunità dei parchi skateboard, creando un forte e inarrestabile desiderio di progressione sociale da parte della “black community”.

Il suo contributo ad aprire le porte della “torre d’avorio” del settore lusso ai sui seguaci e ammiratori è importantissimo e inarrestabile. Si è impegnato direttamente con loro, facendoli sentire benvenuti nel suo mondo, non solo perché acquistassero i suoi prodotti, ma soprattutto per dare loro ispirazione e possibilità, elaborando “cheat code” e dando informazioni su come lanciare i propri marchi.

Dopo il debutto con Louis Vuitton, Abloh posta su Instagram la didascalia “Puoi farlo anche tu” aprendo nuove prospettive ai giovani “black artists” sia nel campo della moda, che delle arti tutte.

Tantissimi i tributi di chi ha avuto il piacere di conoscerlo e lavorare con lui. Condividendo le loro storie e condoglianze, ne viene fuori una persona laboriosa e amorevole, positiva ed estremamente simpatica, che si lascia dietro un impatto considerevole per la sua giovane età.

Virgil Abloh ha creato un mondo nuovo ed energetico, un mondo più bello perché ha ispirato una nuova generazione di creativi. Ha istituito sistemi per promuovere la comunità, per educare e dare accesso agli stessi mondi che hanno escluso tantissimi per tanto tempo.

Abloh lascia traccia importante del suo lavoro nella mostra retrospettiva “Figures of Speech” esposta per la prima volta nel 2019 al MCA di Chicago, città di Abloh che era originario del Ghana.

 

La mostra voleva evidenziare la tensione tra capitalismo e arte nera. Un’ode ai fan dello streetwear che hanno seguito l’ascesa di Abloh a partire dalla stampa di Pyrex23 e dei dipinti di Caravaggio su delle camicie acquistate già pronte, fino alla progettazione dei look di fascia alta per la prima passerella del suo brand Off-White.

La mostra accenna anche un conflitto nel desiderio di Abloh di criticare la moda e la cultura del consumo, essendo entrambe arene dominate dai bianchi, ma dove anche lui ne partecipava attivamente.

Una delle installazioni, “Black Glaze” ha dato vita a questa lotta. E’ in questa parte che Virgil Abloh ha mostrato tracce della sua collaborazione con Louis Vuitton, affrontando l’esclusione e la commodificazione dell’arte e della moda nera negli spazi pubblicitari bianchi. Una serie di foto che mostrano un ragazzo nero che posa con le coloratissime borse LV e che accompagneranno la collezione SS19 di LV, chiamata “Dark Side of the Rainbow”.

Altre installazioni della mostra, come “Early Work”, “Fashion”, “Music”, “Intermezzo”, “Design” e “At The End” riferiscono ai diversi aspetti della carriera di Abloh.

Ma è sempre con “Black Glaze” che Abloh affronta, per la prima volta, i temi razziali. Abloh ha paragonato il suo ingresso al mondo della moda e dell’arte a “il cavallo di Troia”, progettato, nel suo caso, per forzare gli spazi bianchi tradizionali a cimentarsi con la realtà di razza nera.

Una lotta mai violenta, ma velata e efficace perché l’industria della moda diventasse inclusiva come nucleo del suo lavoro, fornendo una piattaforma per altri artisti dl settore.

Credo sia riuscito nel suo intento, e il suo essere di ispirazione è solo l’inizio perché Virgil Abloh vive!

 

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Cris H Loi
Cris H Loi
personal styling & image consultant wardrobe consultation bespoke strategies for retail growth product development buyer & visual merchandiser

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