www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Elezione dopo elezione i progressisti perdono gradualmente i voti di quelli che vorrebbero almeno “qualcosa di sinistra” e quindi, per recuperare voti al centro, si spostano sempre più verso destra.
Tanto va il progressista a destra…
Tutto il mondo occidentale ormai conosce a menadito la teoria del male minore: “certo i partiti ‘progressisti’ non hanno praticamente nulla di progressista (tantomeno di socialista), ma bisogna turarsi il naso e votarli comunque perché altrimenti vince la destra che è ancora peggio”.
I critici di tale teoria notano che però, così facendo, elezione dopo elezione i progressisti perdono gradualmente i voti di quelli che vorrebbero almeno “qualcosa di sinistra” e quindi, per recuperare voti al centro, si spostano sempre più verso destra: così facendo perdono ulteriori voti a sinistra, quindi si spostano ancora più a destra e così via.
In quest’ottica il sottostante titolo del New York Times è molto interessante: “Trump parla poco di Gaza, e non dice nulla su che cosa farebbe di diverso”.

Quei fessi del NYT credono che un simile titolo porti acqua al mulino di Biden, ormai perseguitato dalle proteste contro il suo appoggio incondizionato allo sterminio al punto che non può più annunciare la sua presenza in in luogo pubblico senza che vengano organizzate contestazioni.
La logica è: “se pensi che votando Trump le cose a Gaza andranno meglio, ti sbagli: sarebbe uguale”.
Appunto: sarebbe uguale. In pratica, il NYT ci dice che neanche Trump, che riconobbe Gerusalemme come capitale di Israele, potrebbe fare di peggio di quanto sta facendo Biden.
La corsa verso destra si è spinta talmente in là che su un tema fondamentale come quello dei diritti umani (in particolare del più importante tra essi, ovvero il diritto a vivere) votare a destra o a sinistra non cambia né molto né poco: cambia proprio niente.
E se ci sentiamo assolti in quanto italiani, vi propongo un quiz: quali sono le differenze sostanziali di approccio verso la questione di Gaza che sono emerse tra il PD e Fratelli d’Italia?
Per togliervi dall’imbarazzo ve lo dico io: il 14 febbraio Meloni e Schlein si sono telefonate e in un attimo hanno trovato l’accordo su un’inutile mozione bipartisan che chiede un cessate il fuoco “umanitario” ma senza prevedere la seppur minima conseguenza concreta contro Israele nel caso perseveri nella strage.

Statene certi: alle prossime elezioni torneranno le truppe cammellate del “male minore” che ci intimeranno di votare la coalizione “progressista”.. ma, cari maliminoristi, io ve lo dico già adesso: mi spiace, ma un partito che si dice di sinistra e che si accorda con la destra per cercare di salvare la faccia (e solo quella) di fronte a un crimine epocale, io personalmente non lo voterò mai.

* Articolo dal blog di Alessandro Ferretti
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Russia, l’opposizione esiste ma non piace all’Occidente e allora i media tacciono
- Controrivoluzione neoliberista: il futuro non è scritto, ma tanto non lo scriveremo noi
- La sfida del sud del mondo al vecchio ordine
- Usa-Russia, le nuove ‘guerre stellari’. Cosa c’è di vero?
E ti consigliamo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














