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martedì 30 Novembre 2021
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Nicola Lagioia, Iñigo Domínguez e Nacho Carretero tra Realtà e Fiction

Si è tenuto nella singolare cornice del Wisdomless Club, al centro di Roma, un primo dibattito culturale dal titolo “Realtà versus Fiction“.

L’incontro é stato promosso dal nuovo Consigliere alla Cultura Carlos Tercero, (Ufficio di Cultura e Scienza dell’Ambasciata di Spagna in Italia), che ha continuato sotto il suo nuovo incarico l’idea del precedente Consigliere alla Cultura Ion de la Riva.

Erano presenti Jaime Nualart, Segretario Culturale dell’IILA (Organizzazione internazionale italo-latino americana), la giornalista e scrittrice Elisa Simonelli, Luis Cánovas del Castillo Muñoz, Consigliere dell’Ambasciata di Spagna in Italia, Félix Costales, Ministro Consigliere di Spagna Presso la Santa Sede, e Camilla Nesbitt, titolare e fondatrice di TAODUE, oltre a diversi giornalisti spagnoli e italiani come Ana Buj de La Vanguardia.

Nicola Lagioia, Iñigo Domínguez e Nacho Carretero tra Realtà e Fiction

Realtà versus Fiction: l’era della nuova informazione

La connessione fra due mondi, quello della realtà della cronaca e quello della sua traslazione artistica, che per quanto artefatta, diventa ugualmente uno strumento di informazione.

Perché ad oggi l’informazione per essere divulgata, per arrivare alla grande massa, deve assumere la forma di intrattenimento o per dirla in termini più attuali, deve diventare Infotaiment. Il grande pubblico è sempre più distratto e, a quanto pare, necessita di ottimizzare piacevolmente il proprio tempo, unendo l’utile e il dilettevole.

Un dibattito italo-spagnolo

L’incontro organizzato da Patricia Pascual Pérez-Zamora è stato coordinato da Daniel Verdù, corrispondente per el País in Italia e in Vaticano. Ospiti, tre coraggiosi giornalisti.

Iñigo Domínguez, autore di Crónicas de la mafia, giornalista a El País, collaboratore di Jot Down e del programma A vivir que son dos días, su radio SER. Corrispondente a Roma per quasi 15 anni per El Correo e gli altri giornali del gruppo Vocento.

La diffusione del suo libro, un saggio storico di più di 500 pagine che racconta agli spagnoli la mafia dall’Ottocento ad oggi, è stata più volte ostacolata: forse perchè tratta le principali vicende di Cosa Nostra coinvolgendo personaggi politici come Silvio Berlusconi?

Il giornalista Nacho Carretero, ha lavorato su diverse questioni scottanti: dalla guerra in Siria, al virus Ebola, al genocidio in Ruanda.
Il suo romanzo Fariña, historia e indiscreciones del narcotráfico en Galicia, è stato incluso nella collana Munizioni, curata da Roberto Saviano e adattato per un format televisivo e teatrale.

Una storia vera di un caso internazionale, censurato e ritirato dal mercato e per la cui indagine l’autore ha ricevuto numerose minacce. Racconta uno degli scenari più oscuri e poco noti della Spagna, la Galizia come porta europea per il traffico di cocaina, uno dei mercati criminali più vasti, sofisticati ed efferati.

Attraverso le testimonianze dirette di boss, piloti di aerei, pentiti, giudici, poliziotti, giornalisti e madri di tossicodipendenti, Nacho Carretero delinea dettagliatamente un quadro criminale che ha devastato la regione spagnola sotto tutti i punti di vista, sociale, economico e politico e che ancora oggi paga un alto prezzo per la presenza di organizzazioni criminali legate al narcotraffico.

Ultimo nome dell’autorevole triade di ospiti, Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro di Torino dal 2017. Narratore, editore e presentatore radiofonico, autore di diversi romanzi. Il suo ultimo libro La città dei vivi (2020), forse il più “morboso” dei tre contributi al dibattito, ricostruisce il delitto commesso da Manuel Foffo e Marco Prato che nel marzo 2016 hanno torturato per ore, e poi ucciso, Luca Varani. Un delitto atroce e sconvolgente, privo di movente.

Sono tante le domande che ci si possono porre sul rapporto tra Realtà e Finzione, lo stesso Lagioia ha aperto il suo intervento chiedendosi: Perchè ci occupiamo di fatti reali invece di scrivere romanzi?

Da un lato c’è la necessità di denunciare fatti che galleggiano da sempre nell’omertà, si pensi solo per fare un esempio ai fatti di “Ustica”, trattati in maniera esemplare dal film di Marco Risi, “Il muro di gomma“.
Tante le forme artistiche che hanno sopperito all’assenza di una informazione che non fosse superficiale e anestetizzata.

L’altro lato della medaglia è quello di un business, forse un po’ ipocrita e immorale, che sfrutta la tendenza alla morbosità per l’efferato da parte del pubblico, pensiamo per esempio a l’immumerevole serie di film sulla disgraziata vicenda di Charles Manson. Business is business!

Il cosiddetto infotainment e la cronaca nera viaggiano paralleli in una zona di confine in cui, se da una parte analizzano l’abominio della mente umana, dall’altra non di rado fanno scaturire una malata empatia con il lato oscuro dell’animo umano.

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Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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