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La frase di Giorgia Meloni sulla goccia che non incide sulla pietra, la quale resta pietra mentre l’acqua della goccia scivola via, non rappresenta un semplice svarione, ma un formidabile segno politico su cui riflettere.
La pietra e la goccia
“Tutti quelli che hanno sperato di indebolirmi colpendomi in casa sappiano che per quanto la goccia possa sperare di scavare la pietra, la pietra rimane pietra e la goccia è solo acqua.” (Giorgia Meloni nella nota a commento della sua separazione da Andrea Giambruno)
Uno dei tratti qualificanti la destra al governo si dice, infatti, essere l’ignoranza, e non conoscere il proverbio latino “gutta cavat lapidem” ne è certamente conferma. Eppure ci sono pietre di diversa composizione geologica, non sono esperto in materia ma suppongo effetti diversi se la pioggia cade su una lastra di marmo oppure su una roccia calcarea.
L’ignoranza o, più precisamente, una certa misura di oblio, diventa così la condizione per immaginare sviluppi diversi. Nel passato questa immaginazione rivolta al futuro è stata appannaggio della sinistra, mentre la destra manteneva salda l’ipoteca del passato. Meloni ci racconta però una storia diversa, e gli italiani la premiano con il consenso.
Mentre Elly Schlein pronuncia parole che appaiono stantie, vuote perché impolverate dalla consuetudine – frasi fatte e strafatte, insomma -, Giorgia fa sognare invertendo fantasiosamente il rapporto millenario tra le cose.
E chissà che non abbia ragione lei, che esistano futuri ancora impensati in cui la pietra ha la meglio sulla goccia, e le famiglie Mulino Bianco si convertono in donne single che non portano la figlia all’Esselunga, ma al forum di Davos.

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