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Chi e cosa definiamo coatto? C’è un corrispettivo in politica? Continua la nostra breve guida per riconoscere il coatto. Questa volta incontriamo i coatti nella storia.
Guida per riconoscere il coatto. Excursus storico
Il primo e il più grande dei coatti, con super- io spropositato, è certamente Lucifero l’ angelo della luce: incarna il mito del coatto stesso. Angelo o cherubino, crede di essere pari a Dio e per questo cade nell’abisso in cui viene carcerato, diventando il gallo che canta sul covone di stabbio.
Nell’antico testamento (Isaia 14 – 12,13,14,15), come poi verrà evidenziato nella tradizione cristiana:
Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso!
Essere pari a Dio suo inventore e creatore, è un atto di superbia o autostima smisurato, e conoscendo il caratterino del creatore, guai a sfidarlo.
Ma c’è un altro personaggio che merita attenzione e ha la somma caratteristica del coatto: Caligola il figlio di Germanico, forse malato di mente, che muore assassinato dai suoi stessi pretoriani.
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Caligola crede di essere una divinità e come tale si comporta, anche senza logica alcuna. Descritto abbastanza bene da Caio Svetonio Tranquillo nella Vita dei Cesari IV (paragrafo 53):
Quanto agli studi liberali, aveva poca cultura, ma si applica seriamente all’eloquenza, sebbene avesse la parola facile e pronta, soprattutto quando doveva discutere contro qualcuno. La collera gli forniva le parole e le idee, condizionava la sua pronuncia e perfino la sua voce in modo che nella foga del discorso non poteva star fermo nello stesso posto e si faceva intendere anche dalle persone lontane.
Prima di cominciare un discorso, dichiarava in tono minaccioso che avrebbe brandito il dardo delle sue meditazioni notturne disprezzando a tal punto lo stile ricercato e ornato che rinfacciava alle opere di Seneca, l’autore allora più ammirato. Aveva anche l’abitudine di comporre risposte ai discorsi degli oratori che avevano avuto successo e di preparare l’accusa e la difesa dei personaggi importanti, incriminati davanti al Senato, poi, secondo il rendimento della sua penna, di parlare in favore o contro di loro, e in queste occasioni invitava con un editto tutti i cavalieri a venire a sentirlo.
Quando arriva dinanzi alle coste dell’Inghilterra visto il maroso, lancia un dardo in mare. Tornando a Roma senza bottino dichiara di aver vinto Nettuno la divinità del mare. Cambio della realtà, bipolarismo, ignoranza coperta dalla superbia. Caratteristiche che dicevamo del coatto.
Alle volte il riferimento storico per giustificare le panzane sono addirittura inventate, è il caso della Lega e di Alberto da Giussano che viene indicato come popolare comandante in fieri della lega Lombarda (medievale) ma è un personaggio leggendario del XII secolo.
Durante la battaglia di Legnano il 29 maggio 1176 l’effettivo capo militare della lega lombarda fu Guido da Landriano. La figura di Alberto da Giussano non è mai esistita.
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Vuoi conoscere il resto della storia e molto altro?
Ti consigliamo di leggere l’ultima fatica di Daniele De Sanctis: Breve guida per riconoscere il coatto.
I coatti hanno assunto una dimensione numerica nel mondo tale da divenire maggioranza politica e dunque hanno costruito una nuova filologia del potere, nel linguaggio e nella comunicazione. Sono ovunque e ti aggrediscono.
Ma chi sono i coatti? Come agiscono?
Come riconoscerli prima che sia troppo tardi?
Questa breve guida vi aiuterà nella conoscenza del coatto, scandagliandone i miti e i linguaggi, le abitudini e le paure, le convinzioni e le aspirazioni, andando a riconoscerli anche nelle cronache della storia.
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