www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Quella di Bernie Sanders è una storia pienamente statunitense, questo non svilisce il valore delle sue riflessioni o politiche (diverso sarebbe nella vecchia Europa), semmai lo riempie di valore all’interno del contesto multipolare.
Bernie Sanders, sfidare il capitalismo
Sanders si indigna per un certo tipo di capitalismo, quello che consegna tutto alla finanza e ai suoi squali, quello improduttivo, che ha distrutto l’industria (e quindi la classe operaia, parte dei suoi elettori e del rivale Trump).
Sanders non attacca il capitalismo nel suo insieme, ma la rapacità e l’avidità, propone un “socialismo democratico“, non una radicale abolizione del sistema vigente fondato su ingiustizia e oppressione.
Questa ne fa a pieno una soluzione locale (USA) a un problema e una sfida globale. Quella di Sanders è la risposta sana al dilemma del capitalismo globale, inutile pensare a una rivoluzione giacobina MADE IN NY, anzi sarebbe forse l’ennesima forma di oppressione culturale al centro egemonico, piuttosto guardiamo a questo gradualismo localistico, ben inserito nella sua storia.
La risposta alla sfida multipolare degli USA non necessariamente implica chiusura nel giardino di casa (Trump), sfida bellica e tecnica (Biden), ma esiste una alternativa di classe che vede l’evoluzione degli USA in un senso socialdemocratico, dall’interno, sulla pressione dei sindacati, dei giovani e delle minoranze.
Uno Stato non socialista, non ancora almeno, ma che seguendo gli insegnamenti di Mouffe e Laclau (che in altri contesti non apprezzo, vedendoli quasi come “veltroniani”) si avvii sul terreno di una democrazia radicale dove il mondo del lavoro si oppone alla pari a quello dell’impresa, creando un terreno di scontro, continuo e sempre aperto, ma dentro l’agone democratico (secondo gli standard anglosassoni del termine, che non sono gli unici).
Per questo resta più che valida la lettura di questo bel libro edito da Fazi Editore “Sfidare il capitalismo”.
- Vi ricordiamo che è in vendita: “LA TERRA DI ITZAMNA’” il nuovo libro di Gabriele Germani.
- Un volume tra storia e geopolitica con il quale scoprirete segreti e storie di un piccolo paese ricco di sorprese, il Guatemala.
- CLICCA sul link
https://www.kulturjam.it/kulturjam-edizioni
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Russia, l’opposizione esiste ma non piace all’Occidente e allora i media tacciono
- Controrivoluzione neoliberista: il futuro non è scritto, ma tanto non lo scriveremo noi
- La sfida del sud del mondo al vecchio ordine
- Usa-Russia, le nuove ‘guerre stellari’. Cosa c’è di vero?
E ti consigliamo
- Breve guida per riconoscere il “coatto”
- Achab. Gli occhi di Argo sul carcere
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














