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martedì 27 Luglio 2021
BiblosSonetti capitolini: ad Andrea Bernaudo candidato sindaco

Sonetti capitolini: ad Andrea Bernaudo candidato sindaco

Andrea Bernaudo candidato sindaco non è il titolo di un fumetto, come potrebbe essere Topolino archeologo o il commisario Basettoni in vacanza, ma il quarto sonetto di una serie dedicata ai candidati sindaci di Roma.

Sonetti capitolini

Nel XVI secolo a Roma sulla statua di Pasquino venivano posti nottetempo componimenti in versi, scritti in forma anonima anche da poeti famosi (fra i quali Pietro Aretino), che sbeffeggiavano il potere papale. Oggi il poeta A.C. Whistle dedica un sonetto satirico a ciascuno dei candidati a sindaco di Roma, dando corpo ai giudizi popolari più biechi e al loro fondo di verità.

Sonetti capitolini ad Andrea Bernaudo candidato sindaco

Andrea Bernaudo è stato consigliere regionale del Lazio, eletto con la Lista Polverini nel 2010. Broker immobiliare, è presidente di Liberisti Italiani, partito fondato nel febbraio del 2020 che si ispira al liberismo economico e agli ideali del liberalismo classico.

Posizione questa espressa ancora più chiaramente dalla frase con cui il candidato si presenta all’elettorato: Io sindaco per liberare Roma dalla maledizione statalista.

Riuscirà a convincere i romani che Adam Smith è meglio di John Maynard Keynes?

 

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Ad Andrea Bernaudo candidato sindaco

Nel pieno di una crisi micidiale

ecco sbucare un immobiliarista

che fonda un partito liberista

e pure libertario e liberale.

Contrario a tutto ciò che sia statale

vuole che gli si tolga dalla vista

tutto ciò che per altri è una conquista

dalle pensioni fino all’ospedale.

“Diamo tutto ai privati” è il fiero motto

ma l’obiettivo principale è un altro:

di tasse non ne vogliono sapere

perché l’imprenditore sempliciotto

da sempre crede d’essere il più scaltro

e scansa ogni forma di dovere.

Sonetti capitolini: ad Andrea Bernaudo candidato sindaco

Il programma di Andrea Bernaudo e dei Liberisti Italiani

1-In UE

Noi vogliamo un’Europa federale sul modello degli USA.

Politica estera, sicurezza, immigrazione, difesa forte e coesa, ma in un quadro di sana e virtuosa concorrenza fiscale tra stati, il che vuol dire scongiurare la probabile “armonizzazione” della tosatura europea che vogliono fare gli stati tartassatori, a partire da Italia e Francia.

Il nostro modello è quindi quello vigente in USA: tassa federale (bassa) per tutti gli stati – per concorrere alle grandi scelte federali – ma un’equa competizione fiscale tra stati che renderà inutili le storture e le distorsioni elusive.

2-Tasse

Per TUTTI i titolari di una partita IVA – persone fisiche e società – deve esserci una medesima aliquota proporzionale al 15% che premi il merito e incentivi la produzione con una no tax area a 12.000 euro di reddito. Per i dipendenti pubblici e privati si può mantenere la progressività, ma con una drastica diminuzione delle pretese dello stato sul cuneo fiscale, più soldi in busta paga per il lavoratore, ma non a danno di imprenditori e professionisti i quali -micro, piccoli, medi e grandi- dovranno pagare in modo proporzionale rispetto al reddito.

3-Giustizia tributaria

Abolizione del “solve et repete” dall’ordinamento tributario! Il nostro cavallo di battaglia!

Giù le mani dello stato dalle tasche dei contribuenti che ricorrono al giudice ed in pendenza di giudizio di primo grado, la riscossione (l’un terzo del dovuto così come sentenziato) può partire solo dalla sentenza di primo grado ove favorevole per il fisco (nostra proposta di legge pronta).

4-Previdenza

Stop al monopolio INPS per tutti i lavoratori indipendenti/ partite iva privi di una cassa privata. il contribuente deve poter scegliere in alternativa tra pubblico e privato e poter optare per un sistema a capitalizzazione, anziché a ripartizione (nostra proposta di legge pronta). Pur lasciando all’ente pubblico una percentuale del 3% ai fini di welfare, per il resto, per il nostro futuro vogliamo esser liberi di scegliere.

5-Accountability dello stato

Lo stato italiano oggi è in grado con un algoritmo di controllare i flussi di cassa dei nostri conti correnti e chiederci come e perché usiamo i nostri soldi (già tassati). Noi vogliamo che debba innanzitutto essere lo stato a dover rendicontare come spende il denaro dei contribuenti. Quindi dobbiamo metter mano ad una riforma della PA che prevede l’“accountability” dello stato, tutto pubblico, tutto online. I cittadini hanno il diritto di sapere per filo e per segno dove vanno a finire i propri soldi versati all’erario.

6-Riduzione della spesa pubblica

Drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva. Per prima cosa tagliare il buco nero delle partecipate ed enti inutili. Chiusura dell’85% delle società partecipate e degli enti pubblici dipendenti, a cominciare dalle società e dagli enti i cui bilanci sono in rosso. Liberalizzazione dei servizi pubblici, la politica deve uscire dalla gestione per occuparsi solo del rigido controllo e dell’indirizzo. La gestione dei servizi pubblici va affidata alla sana concorrenza tra le eccellenze del privato, attraverso gare ad evidenza pubblica.


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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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