Pyongyang Italia: la Prima alla Scala, il popolo che ha pagato 3000 euro a biglietto festeggia il bis di Mattarella

Alla Prima alla Scala, ovazione per Mattarella. Sul palco reale con il capo dello Stato Meloni, von der Leyen, La Russa e Sala: le cronache da PyongYang Italia.

La Prima alla Scala del popolo che ha pagato 3000 euro a biglietto

Prima la diretta su Mamma Rai accompagnata ancora una volta dal commento di due volti storici della tv di stato, Milly Carlucci e Bruno Vespa, nel segno della continuità: l’eterno presente catodico immutabile che ti fa vivere contemporaneamente sulla sonda Artemis  intorno alla Luna e il Cantagiro del 72, oppure il Sanremo 2023 con I cugini di campagna, Anna Oxa e Paola e Chiara; poi, a reti unificate, i bollettini d’informazione da Pyongyang Italia.

E infatti la prima della Scala con Boris Godunov, capolavoro del russissimo Modest Musorgskij, è stata una occasione per ribadire la posizione politica dell’Italia e dell’Europa dopo l’attacco all’Ucraina da parte di Vladimir Putin. E per confermare, se ce ne fosse bisogno, l’apprezzamento del Paese nei confronti del Capo dello Stato salutato quest’anno con una standing ovation ed oltre cinque minuti di applausi al suo ingresso nel palco centrale, in una replica di quanto accaduto lo scorso anno quando il pubblico gli chiese a gran voce un ‘bis’ al Quirinale.

Ad applaudirlo anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che poi ha anche cantato le parole dell’inno. Con loro c’era anche la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, e soprattutto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Ed è stata proprio lei ad usare a rinnovare le accuse al presidente russo al suo arrivo in un teatro: “Penso che i compositori russi come Musorgskij o Cajkovskij siano fantastici cosi come Tolstoij o Dostoevskij. Non dovremmo permettere che Putin distrugga questo fantastico Paese. Per questo non vedo l’ora di assistere a quest’opera”.

Per non parlare del tributo al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato al suo ingresso da 5 minuti di applausi ininterrotti (4 per la Questura), da parte del folto pubblico della platea, esaurita in ogni fila.

Una spontaneità popolare da parte della folla acclamante che, in quell’area del teatro, ha pagato 3mila euro a biglietto .

Non che gli altri costassero di meno, d’altronde la crisi ha un costo e non tutti possono sostenerlo!

Ovviamente, più si indietreggia con le file e le aree del teatro, più i biglietti costano meno: si va dalla modica cifra di 420 euro in galleria fino al regalo dei 120 euro per la seconda galleria zona quattro, dove praticamente vedi solo un lembo di tenda e la bombola antincendio, ma almeno puoi dire di aver partecipato alla difesa dei valori europei.

A increspare lievemente gli animi dei presenti, l’eco lontano dei pochi ucraini scesi oggi per protestare in piazza, dove c’erano anche centri sociali, Cub e Cobas.

Non è il momento del conflitto sociale, hanno dichiarato all’unisono tutti i partiti dell’arco costituzionale.

D questo evento resterà il tributo a Mattarella. “Anche se un po’ ce lo aspettavamo, rimaniamo sempre stupiti da questo grande calore verso il nostro presidente – ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala – Anche la presidente Ursula von der Leyen è rimasta colpita”.

E chissà che il Presidente, nel cuor suo, almeno una strofa dal Boris Godunov l’avrà intonata:

Perché ci abbandoni,
padre nostro!
Perché ci lasci,
benefattore!
Siamo tutti tuoi orfani
indifesi,
Ti preghiamo, caro,
con lacrime ardenti.

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL LINK – Kulturjam Shop

Felpa Kulturjam Star UomoFelpa Kulturjam TaoPet Donna

 

Leggi anche

Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (Kulturjam Edizioni), "Malagrazia" (Kulturjam edizioni).

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli