Colpo di scena ma non troppo all’avvio della XIX legislatura. Ignazio La Russa è presidente del Senato con 116 voti ma Forza Italia non lo ha votato. Berlusconi rivela “Sapevamo che La Russa lo avrebbero votato gli altri, Renzi Azione e i senatori a vita”. Siamo alle solite: i liberali che urlano al fascismo e poi sono la prima stampella.
L’opposizione secondo i “liberal”
L’Italia non ha un problema coi fascisti, ha un problema serio, enorme, devastante, con “liberal“, i cosiddetti moderati.
I fascisti che turbano i nostri sogni sono personaggi da operetta, degni del cast di “Arrivano i colonnelli” di Monicelli. Gente che fa il saluto romano ai matrimoni, che legge la gazzetta dello sport dagli scranni di palazzo Madama, che scatta sull’attenti davanti a qualsiasi uniforme, per riflesso condizionato, fosse anche quella dei postini. E va ai “night” (li chiama ancora così) ordinando Moët & Chandon (moesceAntonio) e invitando le ballerine al tavolo.
Il vero dramma sono i nostri “liberal” che da 30 anni avallano qualsiasi porcheria, così democratici e antifascisti da ridurre ogni spazio di partecipazione, infastiditi da qualsiasi idea di “popolo” che non sia un consumatore.
Sono così moderati da fare liste di proscrizione sui giornali, da gridare al “traditore della patria” se parli di pace – con toni che nemmeno sulle pagine del Popolo d’Italia del 22; sordi alle distruzioni ambientali e sociali, appiattiti sul presente e sull’ingordigia delle élite alle quali appartengono, disinteressate alle conseguenze di medio e lungo termine delle loro azioni.
I moderati vanno sempre a braccetto coi fascisti. E a comandare realmente non sono quasi mai i secondi.
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