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martedì 30 Novembre 2021
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Orrore infibulazione: cosa sapete sulla mutilazione genitale femminile?

Non stiamo viaggiando con la macchina del tempo; non accadeva, accade e non si tratta di pochi casi isolati: nel mondo, circa 200 milioni di donne sono a rischio mutilazione genitale, piaga figlia di antichi retaggi sottoculturali.

La mutilazione genitale femminile

Si tratta di una pratica che consiste nella mutilazione dell’apparato genitale femminile, per evitare che la donna possa provare piacere attraverso il corpo e mantenerla pura. L’assurdo principio è quello secondo cui la donna non debba provare alcun piacere durante l’atto sessuale, il quale viene concepito solo come strumento di riproduzione.

Per questo motivo i praticanti di questo abominio morale e medico ritengono di dover intervenire anche su bambine molto piccole; ad esse viene asportato il clitoride oppure si interviene in altri modi sempre col medesimo fine, cioè far perdere la sensibilità nelle parti genitali.

Il problema, oltre che etico, morale è anche e soprattutto per la salute delle vittime: a praticare la mutilazione genitale, nella maggior parte dei casi, non sono medici, bensì altre donne o persone che non applicano alcun parametro medico. Con la conseguenza che la donna sarà vittima di gravi problemi nel corso della vita: infezioni, difficoltà ad urinare a quelle per partorire.

L’infibulazione è praticata in tanti Paesi, dall’Africa (principalmente) al Sudamerica, fino al Medio Oriente e il problema principale sta forse nel fatto che non si tratta di un precetto religioso, ma di un retaggio culturale molto radicato nei secoli, il quale è considerato normale da tantissime comunità nel mondo.

L'orrore dell'infibulazione: cosa sapete sulla mutilazione genitale femminile?

Negli ultimi anni si è provato a contrastare il fenomeno, in parte attenuato. Ma l’infibulazione è un dramma silenzioso che riguarda anche l’Italia. Secondo le statistiche ci sono circa 80mila donne che hanno subito l’infibulazione, un numero destinato ad aumentare. Un’enormità considerando che nel nostro Paese l’infibulazione non ha mai rappresentato un elemento approvato culturalmente.

In Italia c’è una legge specifica, la n.7 del 2006, che vieta espressamente l’infibulazione,  ma essa viene ugualmente praticata, in clandestinità in ambienti non idonei con mezzi di fortuna tipo forbici lamette, coltelli etc, con gravi rischi sanitari che posso portare alla morte o all’invalidità della persona.

Eppure, pur vivendo in una società che condanna l’infibulazione, non si riesce a far indietreggiare da quel retaggio culturale che ne giustifica la pratica. Anzi, molte donne che vivono in Italia la considerano spesso normale. E molte persone, data la legge italiana che ne vieta la pratica, tornano anche nei loro paesi per poterla effettuare.

L'orrore dell'infibulazione: cosa sapete sulla mutilazione genitale femminile?

Mutilazione genitale femminile: i 4 gradi

Andiamo ora a vedere quali sono i vari tipi di infibulazione che si differenziano in IV livelli di grado:

Infibulazione di 1° grado

Si tratta delle pratica dell’escissione circonferenziale del prepuzio del clitoride che nella tradizione islamica musulmana viene chiamata Sunna. Essa viene eseguita facendo una piccola incisione che provoca una fuoriuscita di alcune gocce di sangue.

Infibulazione di 2° grado

Questa pratica implica la rimozione del glande del clitoride o, a volte, anche dell’intero clitoride e può includere parte delle piccole labbra o tutte. Essa è particolarmente diffusa in Egitto e in parte dell’Africa orientale e subsahariana.

Infibulazione di 3° grado

È chiamata anche circoncisione faraonica e avviene effettuando la chiusura parziale dell’orifizio vaginale, dopo aver asportato una quantità variabile di tessuto vulvare, tra il monte di venere, le grandi e piccole labbra e il clitoride.

I due lati della vulva vengono poi cuciti tra loro con una sutura, lasciando un piccolo passaggio nella parte inferiore per le emissioni del flusso mestruale e dell’urina. In questo modo diviene impossibile la pratica sessuale.

È particolarmente diffusa in Somalia, in Sudan e nel Mali.

Infibulazione di 4° grado

È tra le meno diffuse, meno radicata e si esegue per dilatare o restringere la vagina. Nel primo caso parliamo di introcisione, cioè una dilatazione traumatica della vagina usata come preparazione della prima notte di nozze. Nel secondo caso, la vagina viene fatta restringere allo scopo di risultare più pura in caso di un nuovo matrimonio.

Si tratta semplicemente di violenze fisiche e psicologiche ai danni delle donne, connesse a campi di esistenza sociale, come il matrimonio la procreazione e le relazioni tra generi, che le limitano in  maniera oltraggiosa e brutale. E nonostante siano ormai vietate quasi ovunque, resta il problema che  quello che non si può fare legalmente avviene sempre nella clandestinità.

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Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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