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domenica, Luglio 3, 2022

La Stampa ci ricasca: censura un suo stesso articolo cambiando il titolo sulle parole del Papa

 

La Stampa cancella le parole del Papa critiche con la Nato

La Stampa ci ricasca, era già successo a metà Maggio: il quotidiano diretto da Massimo Giannini aveva pubblicato un video dal titolo “Le mani degli Stati Uniti sull’Ucraina, così Washington dal 2014 ad oggi ha programmato il conflitto.”  Dopo qualche ora cambia il titolo e anche i contenuti apparivano modificati in un più rassicurante e accettabile (per gli Usa) “Così Washington ha preparato la strategia di difesa dell’Ucraina in tre fasi”.

Il caso si è ripetuto ieri a proposito delle parole del Papa, sempre sulla guerra in Ucraina. La Stampa ha ritoccato il titolo con cui, ricostruendo le parole del pontefice in un dialogo con padre Antonio Spadaro, si poneva l’accento sulla critica alla Nato.

Il titolo originale dato dal quotidiano era “Papa Francesco, preghiera per la pace: Ma la Nato ha provocato Putin”, ma poche ore dopo – qualcuno deve essersene accorto, ha lasciato il posto al più “atlanticamente” corretto: “Papa Francesco, preghiera per la pace: Viviamo la terza guerra mondiale”.

Quest’ultima formulazione è quella ora leggibile on line, l’altra è sparita.

La Stampa ci ricasca: censura un suo stesso articolo cambiando il titolo sulle parole del Papa

Nella versione cartacea del quotidiano torinese, il titolo è rimasto il primo: evidentemente era già giunto alla rotativa per modificarlo e comunque la diffusione online è quella ormai considerata principale. Va detto però che sotto l’articolo, quasi a compensare, se non a chiedere scusa per l’ardire, compare un editoriale di Nathalie Tocci intitolato: “Ma “Vlad il Grande” ha perso la guerra”.

Dunque la morale non puoi farla nemmeno se ti chiami Jorge Mario Bergoglio e sei il Papa, che nella conversazione pubblicata, ha ribadito il suo pensiero:

Dobbiamo allontanarci dal normale schema di “Cappuccetto rosso”: Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro […] Qualcuno può dirmi a questo punto: ma lei è a favore di Putin! No, non lo sono. Sarebbe semplicistico ed errato affermare una cosa del genere. Sono semplicemente contrario a ridurre la complessità alla distinzione tra i buoni e i cattivi, senza ragionare su radici e interessi, che sono molto complessi”.

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