E l’editorialista de La Stampa fa politica in diretta nazionale attaccando Unione Popolare

Lucetta Scaraffia, editorialista de La Stampa, a Mezz’ora in Più dell’Annunziata, ha definito il programma elettorale di Unione Popolare “una favola che piace molto ai bambini”. Ma c’è bisogno della favola ora, non del solito “realismo a senso unico”.

La Stampa attacca l’Unione Popolare: “Siete dei Robin Hood”

Non casualmente l’Italia è scesa al 58° posto per la libertà di stampa nella classifica del World Press Freedom Index. Da un lato il diritto di informare e essere informati, dall’altro l’interesse, anche “pubblico” alla propaganda. E non essendoci editoria pura nel nostro paese, le conseguenze le vediamo quotidianamente e quindi il risultato non sorprende.

Accade anche questo nella campagna elettorale più surreale di sempre: giornalisti abitualmente molto accomodanti con l’interlocutore di turno, soprattutto se parte dell’establishment politico “riconosciuto”, che improvvisamente si svegliano, contro l’esterno, la cellula impazzita, e da interlocutori neutrali diventano “competitor politici”.

Il caso palese è stato quello a cui abbiamo assistito domenica 28 agosto quando Lucetta Scaraffia, editorialista de La Stampa, a Mezz’ora in Più dell’Annunziata, ha definito il programma elettorale di Unione Popolareuna favola che piace molto ai bambini”.

Il Gruppo Gedi, della famiglia Agnelli, è molto attivo in questo senso. Dove non arriva il silenzio mediatico generale sulla formazione di De Magistris, come un randello, i giornalisti delle varie testate legate alla holding trattano l’Unione Popolare con toni denigratori.

E l'editorialista de La Stampa fa politica in diretta nazionale attaccando Unione Popolare

Scaraffia (La Stampa) fa politica in diretta nazionale? Ha definito il programma elettorale di Unione Popolare “da Robin Hood”

(Un breve estratto da Fabrizio Maffioletti*)

La Scaraffia ha fatto un’affermazione, un’affermazione politica. Non solo, ha fatto un’affermazione di indirizzo politico: è di tutta evidenza che politiche di riduzione della forbice sociale, di sostegno alle fasce più deboli, di riqualificazione della scuola pubblica, della sanità pubblica,  perfettamente in linea con l’art. 53 della Costituzione, sono considerate da un’editorialista del gruppo GEDI – di cui Exor, società di cui John Elkan è amministratore delegato e Andrea Agnelli è Direttore non esecutivo, ha una quota di riferimento –  “una favola“.

La Scaraffia è un’opinionista (editorialista) de La Stampa, ma era quella la sede per esprimere opinioni? Domanda alla quale l’Annunziata dovrebbe rispondere.

L’Istat certifica che la povertà è ai massimi storici e non accenna a diminuire, chi è entrato nella fascia di povertà non riesce ad emergerne; che “Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1% (da 10,1% del 2020) e le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (2,6 milioni nel 2020)“, che quindi  il numero di persone nella cosiddetta “fascia grigia”, quella che, nonostante un reddito, davvero fatica quotidianamente, quella sotto la soglia di dignità, continua a salire.

Si evince che, per la Scaraffia, chi crede nell’urgenza di politiche che vadano nella direzione dell’equità sociale è un bambino che crede alle favole. Ha poi affermato: “La politica di togliere ai ricchi per dare ai poveri è stata molto spesso anche presentata: perché non è mai riuscita?”.

La risposta è semplice: perché non c’è mai stata la reale volontà politica. Qui il pensiero va inevitabilmente al PD, che Letta definisce “sinistra di governo”. Questa è la “mela avvelenata”, questa definizione sottende che se vai al governo certe politiche radicate nel sentire e nella cultura della sinistra sono impossibili da attuare.

Resta da capire se un partito che una volta al governo non applica politiche di sinistra possa essere definito di sinistra, al di là di qualunque aggettivo, o eufemismo, con il quale questo partito coniughi la parola sinistra nell’autodefinirsi. De Magistris ha infatti dichiarato: “Diamo innanzitutto per scontato che il PD non è un partito di sinistra“.

Questo siparietto della Scaraffia, andato peraltro in onda in diretta nazionale, ha finalmente messo le carte in tavola, il messaggio è chiaro: non credete alle favole, per i poveri, per i lavoratori, per la classe media, ormai non più tale, non c’è storia.

Robin Hood è una favola: giustizia sociale, diritti, pace sociale non lo sono, lo abbiamo più volte detto.

C’è da chiedersi se non sia davvero il caso che Robin Hood diventi realtà.

E l'editorialista de La Stampa fa politica in diretta nazionale attaccando Unione Popolare

* Pressenza

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