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giovedì 4 Marzo 2021
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La scrittura giapponese: 3 alfabeti per descrivere il mondo

Poche culture al mondo possono vantare la qualità estetica della scrittura giapponese. Nella terra del Sol Levante la calligrafia rappresenta una vera e propria arte, al pari della pittura.

I caratteri dell’alfabeto giapponese sono pregnanti di significato, a volte riescono anche a rappresentare in modo stilizzato il concetto che esprimono. Questo modo di concepire la scrittura è molto distante per noi occidentali, ma il fascino dell’arte supera ogni ostacolo.

Scrittura giapponese

Gli alfabeti nella scrittura giapponese

Una delle caratteristiche peculiari dell’essere umano riguarda la quantità di linguaggi e forme di comunicazione che hanno preso piede sin dall’antichità.

Se ci spostiamo in Oriente, non troviamo il nostro alfabeto a comporre il sistema di scrittura, bensì dei caratteri, più o meno complessi.

La scrittura giapponese utilizza 3 alfabeti: Hiragana, katakana e kanji. I primi due sono costituiti da caratteri sillabici e fonetici, mentre il terzo è rappresentato da ideogrammi, che racchiudono un significato complesso in un solo carattere.

Ad esempio, la parola pesce (sakana) in hiragana si scrive さかな (a ogni sillaba corrisponde un carattere sa-ka-na), mentre in kanji è rappresentata da (un unico carattere, un po’ più complesso, indica da solo il significato della parola). Utilizzando gli ideogrammi si accorcia notevolmente la lunghezza delle frasi.

Nello specifico ciascuno dei tre alfabeti ha un ruolo:

  • Hiragana: è composto da 46 caratteri base, dolci e flessuosi e può essere utilizzato per scrivere tutte le parole. È il primo che viene insegnato ai bambini e il primo che si impara in una scuola di lingua giapponese. Aiuta a coniugare verbi e aggettivi e si usa per le preposizioni.
  • Katakana: è composto anch’esso da 46 caratteri base, più angolari e squadrati. Si usa per nomi di origine straniera, parole onomatopeiche e nomi di aziende anche se giapponesi.
  • Kanji: si tratta di ideogrammi, ovvero di caratteri che rappresentano un concetto già di per sé, senza dover essere accostati ad altri. Sebbene siano migliaia, il Ministero dell’educazione giapponese ha stabilito che il totale di kanji di uso comune è 2136.

A volte possiamo trovare parole scritte in romaji, ovvero con caratteri latini. Si utilizza nei testi elettronici di computer e telefonini e su alcuni segnali stradali. È sicuramente un valido aiuto per chi si approccia per la prima volta a questa lingua.

Ideogramma Armonia, 2019
Ogni anno la Japan Kanji Proficiency Society sceglie un ideogramma. Nel 2019 è stato scelto Rei armonia.

Il fascino degli ideogrammi

Nonostante la presenza di tre alfabeti, il fascino della scrittura giapponese risiede nei kanji, uno dei misteri della cultura nipponica, che spinge molti allo studio di questa lingua. Di derivazione cinese, danno vita a una sintesi perfetta fra disegno e scrittura.

I kanji rappresentano parole compiute. Ognuno di loro racchiude un concetto, un’idea. Sebbene nel corso del tempo abbiano subito modifiche, questi caratteri conservano in qualche modo una traccia del loro significato semantico.

L’ideogramma della parola persona rappresenta un uomo con busto e gambe divaricate, che ci ricorda l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. Testa e braccia scompaiono, quasi a enfatizzare la posizione eretta che contraddistingue l’uomo dagli animali.

Abbinato al kanji di montagna , diventa eremita , mentre accanto all’albero diventa riposo o vacanza .

Vi siete già innamorati?

Abbiamo appena visto l’ideogramma di albero . Possiamo notare come rappresenti proprio il suo concetto, in modo stilizzato. La linea orizzontale è la fronda, poi abbiamo il busto e le radici. Ma facciamo un passo avanti e aggiungiamo una linea orizzontale in basso, ottenendo il kanji di libro .

Il piccolo segno trasforma il significato dell’ideogramma andando a congiungere le radici, sorgenti della vita e da qui fonte di sapere, cioè libro.

ideogramma-albero-bosco-foresta

Facciamo un altro esempio con l’ideogramma del più potente induttore di emozioni, la musica. In giapponese questo concetto è semplificato dai kanji 音楽 ,”suono” e “divertente”, un’interpretazione priva di complicazioni che arriva all’essenza del significato.

Non sempre è possibile associare una storia a un ideogramma, a volte però possiamo costruirne una noi  per agevolare l’apprendimento e la memoria. Libero spazio alla fantasia!

Shodō, la via della scrittura

In Giappone la calligrafia è considerata un’arte e si chiama Shodō. Questa disciplina consiste nel dipingere gli ideogrammi su carta mediante inchiostro e pennello.

Si tratta di una pratica affascinante e ricca di significato spirituale, che merita di essere menzionata quando si parla di scrittura giapponese.

La parola Shodō indica letteralmente “via della scrittura”. Il termine è costituito da due kanji 書道, il primo indica “scrittura”, il secondo “via”, intesa come percorso.

Pergamena per Shodo

Ogni strumento utilizzato in questa disciplina ha una sua importanza. Per esempio la scelta della carta, poiché a seconda della sua consistenza si ottengono risultati differenti.

Abbiamo parlato in questo articolo degli origami, simbolo per eccellenza di cosa può nascere da un elemento così semplice e leggero.

Nel termine Shodō, il kanji di “via”   viene usato spesso per scrivere nomi di discipline o forme d’arte. Questo carattere simboleggia un percorso che conduce la persona a un miglioramento del proprio stato interiore, mediante l’apprendimento di una disciplina e il suo continuo perfezionamento.

Si pensi al Kyūdō 弓道, l’arte del tiro con l’arco, o al Kendō 剣道 letteralmente “via della spada”.

La scrittura giapponese, una nuova e incantevole prospettiva

La scrittura rappresenta un aspetto estremamente affascinante della cultura nipponica. Il legame tra forma grafica e struttura semantica è molto forte per un giapponese, che non fatica a vedere una risaia in quella che per noi sarebbe solo un’insignificante griglia squadrata.

Per noi occidentali l’approccio alla scrittura giapponese richiede impegno e dedizione, ma la sensazione che si ha una volta appresi i primi rudimenti, è fantastica. Tutto comincia a avere una sua logica, i caratteri si uniscono a formare nuovi significati.

In questo viaggio nell’alfabeto giapponese si spazia con la fantasia e si concepisce il linguaggio in modo differente. La prospettiva cambia, a conferma di quanto l’approccio a culture diverse dalla nostra possa aprire la mente a nuovi orizzonti, offrendoci curiosi e originali spunti di riflessione.

 



Silvia Bruno
Silvia Bruno
Laureata in Economia e Management, esperta di Marketing e di cultura giapponese.

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