Tra fanatismi del progresso o del primitivismo, allarmismi, isterismi e battute sulla stupidità umana, una manciata di persone (qualche milione) conduce un dibattito -più o meno esperti- su qualcosa che quasi sicuramente cambierà il futuro: l’intelligenza artificiale.
L’intelligenza e la “questione futuro”
Elon Musk dopo aver invitato a bloccare per sei mesi la ricerca sul tema IA, ha rivelato un suo progetto e forse lo scopo era bloccare la concorrenza (OpenAI).
Bard di Google dopo una serie di chiacchierate con un pastore è stato sospettato capace di avere coscienza propria.
La Cina conduce una sua ricerca sul tema e sforna (al solito) eccellenze.
Io non so se questo sia un bene o un male, dobbiamo anche chiederci i reali rischi della cosa, ma credo che il nostro rapporto con gli strumenti, sia ormai irrimediabilmente diverso.
In Occidente, il 40% genitori carica su internet (facebook, Instagram, whatsapp, ecc) l’immagine dei figli entro i tre anni di vita.
L’Occidente, forse tutta l’umanità, sembra preda di un demone che la divora.
L’intelligenza artificiale in questo ha qualcosa (almeno idealmente, al di là della fattibilità) di diverso: la possibilità di creare una coscienza terza alla nostra, la definitiva sostituzione a Dio (e quindi la nostra morte futura, data quella del primo).
Mi torna alla mente una collezione di VHS che andava molto quando ero bambino, parlava della storia dal big bang al futuro e si chiamava “C’era una volta l’uomo”, al passato.
Anni dopo, in una triste estate, scrissi una sorta di breve racconto assurdo mescolando le frasi della TV (PortaAPorta, parole di politici, pubblicità, reality, Chi l’ha visto), il testo era cupo e insensato, pensai di chiamarlo “C’era una volta l’uomo”.
Lo cancellai pensando che non si comunica l’incomunicabile.
Se l’intelligenza artificiale non è un bluff mediatico (e io non credo), in questi mesi stiamo scrivendo la storia del mondo.
Il 2023 anno di tramonti per chi ha occhi.
Ieri ho scritto sul ponte sullo stretto. Non esprimo giudizio (anzi ritengo interessante le opinioni di tutti), mi interessa piuttosto che il dibattito sia solo sulla fattibilità tecnica del ponte e non sulla scelta.
Come già detto altre volte, sembra quasi che siccome “si possa fare”, “vada fatto”.
Mi torna alla mente un esame di antropologia nella mia prima vita universitaria e un testo che parlava della Madonna di Tindari, di oracoli, di un viaggio di Heidegger in Sicilia nel 1954, dell’Edipo Re di Pasolini e di Atena che nacque dalla testa o dal ginocchio di Zeus.
Siamo Achab all’inseguimento di Moby Dick, forse sappiamo già come finirà questa storia, ma non possiamo farne a meno…

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Il capitalismo si fa chiamare mercato per vergogna
- L’inflazione è dei padroni, il conto della spesa è dei lavoratori
- Non basta contestare La Russa. L’antifascismo a metà
- Sud America, Ucraina, Fascismo
- Multare chi usa termini stranieri è una soluzione idiota a un problema reale
- Douglas Macgregor: “Gli americani devono scegliere se difendere gli USA o l’Ucraina”
- La foto da scampagnata della CGIL a Odessa, lettera aperta di un sopravvissuto al massacro
- Seymour Hersh, nuova bomba: “Zelensky si è intascato 400 milioni stanziati dagli USA per Ucraina”
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente












