I commercianti di Piazza San Marco: “No ai turisti poveri! Tassa da 100 euro o chiudiamo!”. Siete seri?

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I commercianti di Piazza San Marco invocano una tassa di 100 euro contro i “turisti poveri e ignoranti”. Una proposta classista travestita da salvezza culturale. Venezia come club esclusivo? No, grazie: la città è di tutti, anche con pasta divisa e acqua del Sindaco.

“Venezia ai ricchi”: la proposta shock dei commercianti di Piazza San Marco

Benvenuti nel regno scintillante di Piazza San Marco, dove i gioiellieri regnano sovrani e i turisti sono giudicati non dal loro amore per l’arte, ma dalla profondità del loro portafoglio.

L’ultimo proclama reale viene dal presidente dei commercianti, Setrak Tokatzian, che con un’intervista degna di un dramma shakespeariano ci ha regalato perle di saggezza: “Troppi turisti poveri e ignoranti, senza i ricchi rischiamo di chiudere. Proponiamo una tassa di 100 euro al giorno!” Applausi, signori, un’idea che profuma di genio, di classismo… o forse di disperazione?

Partiamo dal cuore della denuncia: i turisti “senza meta” che vagano per Venezia, guidati da tour operator, salgono sulle gondole, scattano selfie e, orrore! (da leggere con la r moscia), non comprano un bel niente. Ma che razza di villeggiatura è questa?

Non si rendono conto che Piazza San Marco non è un museo, ma un suk di lusso? Tokatzian che tiene famiglia, con il suo occhio esperto di gioielliere, ci illumina: questi visitatori osano dividersi la pasta e bere acqua dalle fontanelle, invece di svuotare i conti correnti nei suoi negozi. Che scandalo! Dove sono finiti i bei tempi in cui i turisti uscivano con borse firmate e diamanti al collo? Forse se li sono mangiati insieme agli spaghetti, chissà.

E poi c’è la proposta della tassa: 100 euro al giorno per entrare in città. Una cifra modesta, no? Perfetta per filtrare la “plebe” e lasciare spazio solo ai veri intenditori, quelli che possono permettersi un braccialetto da migliaia di euro senza battere ciglio. Ma attenzione, non è snobismo, è “salvezza culturale”! Il presidente sembra suggerire che solo chi spende può apprezzare Venezia, mentre i poveracci con il braccialetto bianco dei campeggi sono una minaccia all’eleganza lagunare. Magari la prossima mossa sarà un dress code: niente infradito, solo mocassini di pelle e Rolex al polso!

Tokatzian si lamenta anche degli abusivi che vendono grano per i piccioni e rose, mentre i negozi “in regola” restano vuoti. Giusto, perché nulla grida “giustizia” come un commerciante che piange miseria davanti a vetrine piene di ori, mentre i venditori di strada fanno affari con qualche euro. E quando è arrivato il presidente Mattarella, gli abusivi sono spariti come per magia. Segno che si può fare, basta volerlo! Peccato che la soluzione proposta non sia una lotta all’illegalità, che chi scrive apprezza sempre, ma una stangata sui turisti. Logica impeccabile.

Ma riflettiamo un attimo: Venezia vive di turismo, e non tutti possono permettersi di vivere come nababbi, se ti dividi la pasta non lo fai perché sei naif, sei semplicemente un servo della gleba 2.0. La città è patrimonio dell’Umanità, non un esclusivo club per ricchi. Eppure, il nostro eroe dei gioielli sembra convinto che il problema sia la mancanza di “bella gente” interessata alla città. Forse dimentica che molti vengono per ammirare San Marco, non per finanziare il suo prossimo yacht. E se i negozi chiudessero davvero? Tranquilli, ci sarebbero più piccioni a tenere compagnia ai gioielli abbandonati e comunque è la legge di Mercato, quel mercato neoliberista che piacerà sicuramente al nostro eroe. Se non vendi chiudi!

Insomma, caro presidente, la sua intervista è un mix di lamenti e richieste che fanno sorridere più che preoccupare, ed è anche figlia dei nostri tempi dove vieni pesato dalla profondità del tuo portafoglio e dove la cultura, è cultura anche visitare una chiesa, ammirare un quadro, deve essere a disposizione solo di chi può pagare. Venezia non ha bisogno di tasse per sopravvivere, ma di un po’ di realismo.

Puoi tenere i caffè a 15 euro, lo prenderà chi se lo può permettere, ma non puoi impedire l’accesso in base al reddito. Oltre ad essere una scemenza è una proposta che puzza. Di cosa puzza? Fate voi ma la puzza si sente fin da qui. Nel frattempo, noi continueremo a goderci la città, pasta divisa, acqua del Sindaco e tutto il resto!

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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