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mercoledì 19 Gennaio 2022
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Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

Questa rubrica è dedicata agli aspetti meno conosciuti delle grandi dittature del ‘900: documenti, libri, curiosità biografiche dei protagonisti verranno illustrati mescolando rigoroso metodo storico e truce umorismo.

Oggi parleremo del Foglio d’Ordini del PNF, ovvero le direttive del Partito Nazionale Fascista.

Ci piace la libertà e tuoniamo indignati contro chi manifesta simpatia per vecchie e nuove forme di sopraffazione, ma abbiamo mai letto per intero Mein Kampf? O il programma di San Sepolcro? Ovviamente no, è roba per stomaci forti, non tutti possono farcela. Pertanto ringraziamo A.C. Whistle che si è sacrificato per noi, fedele al motto “non si può difendere la democrazia solo con le tisane equosolidali”.

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: Le favole fasciste di Trilussa

Il Foglio d’Ordini del PNF

Se fate parte del novero di ingenui che si figurano il Ventennio fascista come un periodo tetro e asfittico, vi ricrederete. Quegli anni furono allietati, fra l’altro, dalla pubblicazione del Foglio d’Ordini del Partito Nazionale Fascista, del quale ho il piacere di recensire un esemplare facente parte della mia Wunderkammer: il n. 35 del 3 ottobre dell’anno V E.F., cioè 1927.

Compulsiamone le lepidissime righe.

 

Editoriale: V anniversario della Marcia su Roma

Siamo alle soglie delle celebrazioni del quinto anniversario della Marcia su Roma e “l’Italia è schierata compatta sotto i gagliardetti del Littorio”, l’atteggiamento delle masse del popolo italiano è “atteggiamento costante di lavoro, di ordine, di disciplina sempre più consapevole”. “Tutti i legionari del nostro Esercito […] considerino il lavoro compiuto come una piccola anticipazione sul lavoro dell’avvenire”. (Che sia Arbeit macht frei oppure Jobs Act, diffidate sempre di chiunque vi parla di lavoro, o fratelli, soprattutto se si riferisce al vostro).

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

 

La riunione del Direttorio del Partito: i protagonisti fra sesso e violenza

Il Direttorio del PNF era composto da eminenti figure, ognuna delle quali meriterebbe una monografia. A partire da Augusto Turati, secondo Renzo De Felice «il miglior segretario generale del PNF», che però nel 1932 fu travolto da uno scandalo per la sua relazione con una ex maîtresse, tale Paola Marcellino. Costei, quando fu lasciata, per vendetta consegnò alcune lettere nientemeno che a Roberto Farinacci, nemico di Turati da quando questi lo aveva sostituto come segretario del Partito, e forse già da prima.

Lettere che provavano come ella procurasse a Turati congressi carnali con ragazze minorenni (e va be’, che sarà mai, a chi non piacciono le donne giovani?), si prestasse a soddisfare la di lui coprofilia (caro lei, queste cose fanno ribrezzo, ma ognuno nel suo privato può fare ciò che vuole) e la sua predilezione per il congiungersi contemporaneamente con la signora e con un di lei servitore (un invertito nel Partito? ma è una vergogna!). Radiazione, internamento in casa di cura (rectius manicomio) e poi esilio a Rodi, fine della carriera.

La condanna a quattro anni di reclusione irrogatagli nel 1947 su impulso dell’Alto Commissario per le sanzioni dei reati fascisti fu sospesa perché durante l’occupazione tedesca Turati aveva aiutato le formazioni partigiane (aiuto la cui veridicità successive indagini degli Alleati negheranno) e perché aveva protetto, assumendolo sotto falso nome presso un suo ufficio, “l’ebreo Ascoli Vittorio”: non sono ancora in grado di dimostrare che vi sia una correlazione fra l’essere dedito a pratiche sessuali eccentriche e l’avere, in fondo, un buon cuore, ma ci sto lavorando.

Tornando alla riunione, erano presenti anche Leandro Arpinati, già feroce squadrista di Bologna (probabilmente fu di ispirazione per il personaggio del manganellatore Pavanati, costantemente evocato in Alto gradimento da Giorgio Bracardi nei panni del federale Catenacci), anch’egli successivamente espulso dal Partito (il suo impeto moralizzatore gli costò un’accusa di atteggiamento ostile al regime) e parimenti protagonista di una redenzione quasi in articulo mortis giacché aiutò ufficiali inglesi fuggiti da un campo di prigionia e partigiani, ma nel ’45 venne comunque ucciso dai gappisti;

Renato Ricci (figlio dell’unico cavatore di marmo di Carrara nel cui nucleo familiare non si coltivavano idee anarchiche), futuro presidente dell’Opera Nazionale Balilla; l’ineffabile Achille Starace; Alessandro Melchiori, che abbiamo già conosciuto qui Dittature, tutto quanto fa spettacolo: Le favole fasciste di Trilussa (kulturjam.it); e altri di cui ora leggerete i brillanti provvedimenti assunti in questa occasione.

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

Patti di lavoro e situazione economica: riduzione dei salari

“Riunione di volpi, strage di galline”, dice il popolino incolto. Ma la pagina dell’economia ci spiega come, in presenza della deflazione che caratterizzò l’Italia dal 1925 al 1928 a seguito delle politiche monetarie del ministro delle finanze Giuseppe Volpi (Conte di Misurata e massone), si resero indefettibilmente necessarie riduzioni delle paghe le quali, “variabili da industria a industria e da provincia a provincia, non potranno essere inferiori al 10% e non superiori al 20%, perché nel primo caso non si adeguerebbero e nel secondo caso supererebbero le variazioni del costo della vita”.

Ora, se non leggo male i dati riportati sul sito dell’ISTAT, nel 1927 la deflazione fu poco più del 9%: ma è superfluo spiegare come il sistema corporativo, proteso verso il sol dell’avvenire, non potesse perdere tempo con queste inezie.

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

 Foglio d’Ordini del PNF: Mussolini si dà sempre ragione

Il Duce ha espresso […] il suo compiacimento per l’opera del Direttorio e dei segretari provinciali, […] affermando che il criterio della scelta dall’alto ha dato ottimi risultati”. Cioè: io decido che devo essere io a fare le nomine; faccio le nomine e poi dico che l’operato dei nominati è eccellente, quindi lo è anche il criterio di nomina. Serve altro per spiegare la necessità della divisione dei poteri a chi ancora non ne sia convinto?

Breve guida per riconoscere il coatto la filosofia coatta

La celebrazione della Marcia su Roma: nel dovere sta il piacere

Oltre all’ovvia disposizione in base alla quale “tutti i fascisti dovranno indossare la camicia nera e le decorazioni, e dovranno sfilare dietro i gagliardetti delle rispettive organizzazioni”, si stabilisce che “sono aboliti i banchetti e le altre forme di festeggiamenti”.

Non si comprende la ragione per cui si volesse impedire a un fervente fascista di imbandire la tavola per onorare la fausta ricorrenza, ma la cosa che vi invito a notare è il verbo: i banchetti non sono vietati, ché il PNF ben conosce gli italiani, per i quali il divieto è poco più che un suggerimento, di fronte al quale i controllori -italiani anch’essi e pertanto amanti del convivio- chiuderanno un occhio; no, sono “aboliti”, cioè ne è decretata la non esistenza. E chissà se qualcuno trasgredì, travolto dall’incoercibile desiderio di brindare alla salute dell’uomo della Provvidenza.

Il Gran Consiglio del Fascismo: il codice Rocco

Si indice riunione per il 7 novembre, fra gli argomenti all’ordine del giorno “il nuovo Codice Penale”. Il cosiddetto codice Rocco, che vedrà la luce nel 1930, a dispetto dell’applicazione autoritaria che ebbe durante il Ventennio (e in parte anche nei primi decenni del dopoguerra) è un gran bel testo, giuridicamente finissimo e coerente a livello sistemico.

Di gran lunga migliore, ad esempio, delle depenalizzazioni deliberate (a casaccio?) nel 2014 dal governo Renzi, che diminuiscono le tutele per i ceti popolari (cito su tutte la depenalizzazione dell’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali) e ne comprimono le libertà: prima chi commetteva atti osceni in luogo pubblico rischiava una condanna da 3 mesi a 3 anni, quindi se incensurato beneficiava della sospensione condizionale e della non menzione e tornava a casa libero e felice.

Oggi dopo la modifica dell’art. 527 c.p. potrebbe incappare in una sanzione pecuniaria amministrativa da 5.000 a 30.000 euro, roba da raffreddare ogni pulsione nel cassintegrato che voglia godersi un po’ di svago aprendosi la patta in un parco pubblico, mentre Briatore non ha questo problema perché può pagare i 30.000 senza battere ciglio (oppure può accontentarsi di ospitare una modella venticinquenne sul suo natante da diporto).

Ma c’è la scappatoia: se il fatto avviene all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori si torna alle sanzioni penali, da 4 mesi a 4 anni e 6 mesi. Perciò andate a farvelo in mano davanti alle scuole elementari.

Saltiamo a piè pari “La reazione frigia”, in cui si lodano le “condanne inflitte dalla magistratura francese a taluni agitatori bolscevichi di Francia”, e anche “Dopo la Coppa Schneider”, ove si sostiene che la sconfitta italiana in questa gara di idrovolanti non è una tragedia e che Italo Balbo ha ricevuto comunque i complimenti del Duce (va da sé che se l’Italia avesse vinto sarebbe stato un trionfo della Regia Aeronautica con Balbo acclamato come un eroe), e passiamo all’argomento successivo.

Foglio d’Ordini del PNF: Romano Mussolini

Il 26 settembre è nato Romano Mussolini, il testo merita di essere riportato integralmente.

“Tutte le Camicie Nere d’Italia hanno partecipato nell’intimo dei loro cuori di gregari devoti e fedeli alla gioia del Duce e della sua Famiglia per la nascita di Romano Mussolini, che ha recato nuovo sorriso alla casa ed ha illuminato di nuova luce di affetti la grande fatica dell’Artefice”.

Incredibile come negli anni ’20 il jazz destasse tanto entusiasmo.

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

Foglio d’Ordini del PNF: Provvedimenti disciplinari

Si stigmatizza la “eccessiva facilità con la quale si prende il grave provvedimento dell’espulsione. […] Per ogni fascista, che è veramente un milite al servizio dell’Idea e legato da un giuramento, il rimprovero pubblico o la sospensione sono già provvedimenti molto gravi”.

Segue elenco “Epurazione e selezione” con 161 nomi: se qualche lettore vi trova il nome di suo nonno e se la causa dell’espulsione fu -come per Augusto Turati- una bisexual gang bang MMF, contatti la redazione.

Dittature, tutto quanto fa spettacolo: il Foglio d’Ordini del PNF

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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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